Attimi di terrore all’Ospedale Maggiore di Bologna, dove un grave incidente ha coinvolto un ascensore in uso al personale sanitario. L’episodio è avvenuto nella mattinata di lunedì 28 ottobre 2025, quando una barella con a bordo una paziente è rimasta incastrata all’interno del vano mentre l’impianto, per cause ancora da accertare, ha ceduto precipitando improvvisamente dal terzo piano fino al livello -1. Il letto, ribaltandosi durante la caduta, ha colpito violentemente le pareti della cabina.
Secondo le prime ricostruzioni, la paziente stava per essere trasferita da un reparto all’altro per accertamenti clinici. A spingere la barella era una portantina dell’ospedale, che si è trovata improvvisamente coinvolta nel drammatico cedimento. Il rumore del tonfo, avvertito distintamente nei corridoi, ha immediatamente allertato il personale sanitario e gli addetti alla sicurezza, che si sono precipitati sul posto.
Un testimone ha raccontato che i soccorsi avrebbero impiegato diversi minuti per aprire le porte dell’ascensore e liberare le due persone rimaste intrappolate: “Abbiamo sentito un colpo fortissimo, come un’esplosione. Poi silenzio. Solo dopo molto tempo i vigili del fuoco sono riusciti a forzare la cabina e a estrarle”. L’attesa, secondo quanto riportato, sarebbe durata oltre mezz’ora.
La paziente, pur fortemente scossa, non avrebbe riportato traumi aggiuntivi gravi oltre a quelli per cui si trovava già ricoverata. È stata immediatamente assistita e riportata nel reparto di degenza per accertamenti. Le sue condizioni sono ora considerate stabili. Più complessa, invece, la situazione psicologica della portantina, che avrebbe vissuto momenti di grande paura. I colleghi riferiscono che, al momento del recupero, era in evidente stato di shock e ha necessitato di assistenza medica e psicologica.
L’Azienda sanitaria locale ha avviato un’indagine interna per chiarire le cause del cedimento dell’impianto. Secondo una prima ipotesi, l’ascensore potrebbe aver subito un guasto improvviso al sistema di frenata o a uno dei cavi di sostegno, ma saranno le perizie tecniche a stabilire con certezza l’origine del malfunzionamento. Tutti gli ascensori dello stabile sono stati immediatamente sottoposti a verifica e, in via precauzionale, alcuni impianti sono stati messi fuori servizio.
L’episodio ha destato forte preoccupazione tra i dipendenti e i pazienti dell’ospedale, una delle strutture sanitarie più grandi e frequentate dell’Emilia-Romagna. I sindacati hanno chiesto di verificare con urgenza le condizioni di sicurezza e manutenzione degli ascensori, denunciando una situazione di sovraccarico dovuto all’intenso utilizzo quotidiano e alla carenza di controlli periodici.
Nel corso del pomeriggio, i vigili del fuoco e il personale tecnico hanno ispezionato a fondo il vano dove è avvenuto l’incidente. Le prime osservazioni confermano la gravità del guasto, ma escludono — almeno per ora — un cedimento strutturale dell’edificio. Tutti i dati raccolti sono stati trasmessi alla Procura di Bologna, che aprirà un fascicolo per verificare eventuali responsabilità, anche in merito alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti.
Il direttore sanitario dell’Ospedale Maggiore ha espresso solidarietà alla paziente e alla dipendente coinvolta, assicurando che “sarà fatta piena luce sull’accaduto” e che “la sicurezza del personale e dei pazienti è una priorità assoluta”. Ha inoltre garantito che la struttura sta collaborando con le autorità per chiarire ogni dettaglio e prevenire il ripetersi di simili episodi.
Nel frattempo, l’episodio ha scatenato numerose reazioni anche tra cittadini e familiari dei pazienti ricoverati, che chiedono maggiore trasparenza sui controlli tecnici e una comunicazione più rapida in caso di emergenze interne.
Il boato e la caduta improvvisa resteranno impressi nella memoria di chi, quella mattina, si trovava nei corridoi dell’ospedale. Un incidente che, pur non avendo causato vittime, riaccende il dibattito sulla sicurezza delle infrastrutture sanitarie e sulla necessità di manutenzioni costanti in strutture pubbliche ad alta affluenza come il Maggiore di Bologna.