Una storia di adattamenti

Di Lorenzo Frisia ·3 min di lettura
Punti chiave

La televisione ha profondamente trasformato il mondo del calcio in modi spesso impercettibili. Da quando le reti televisive hanno cominciato a trasmettere partite, ogni aspetto del gioco è stato gradualmente modificato per soddisfare i requisiti della trasmissione audiovisiva.

L’inizio di un cambiamento radicale

Il primo grande passo verso questa evoluzione si verificò durante il Campionato Mondiale del 1970. Prima di quel momento, i palloni erano prodotti con cuoio e avevano una colorazione marrone che rendeva difficile la loro visibilità nelle trasmissioni in bianco e nero. Tuttavia, Adidas introdusse il Telstar, un pallone dotato di dodici pentagoni neri e venti esagoni bianchi. Questa innovazione non era solo estetica: era progettata per risaltare sullo schermo televisivo.

Il ruolo delle divise

Non solo il pallone cambiò, ma anche le maglie dei giocatori furono rivisitate con l’obiettivo di migliorare la visibilità. Le squadre iniziarono a scegliere colori e combinazioni che offrissero il massimo contrasto, evitando situazioni in cui ventidue calciatori sembrassero una singola macchia indistinta sullo schermo.

I calci di rigore: un’evoluzione inevitabile

Negli anni ’70 fu introdotto il sistema dei calci di rigore per decidere le partite in caso di pareggio. Questo cambiamento rispondeva a necessità legate alla gestione delle trasmissioni televisive, che richiedevano un esito definitivo entro tempi precisi. Il sorteggio o il replay della partita, soluzioni ammesse prima dell’avvento del calcio televisivo, non erano più praticabili.

La varietà di regole e innovazioni

Negli anni successivi, si sono introdotte altre novità che riflettevano le esigenze della trasmissione. Si pensi al sistema delle pause per il cooling break o alle partite spezzettate per adattarsi ai calendari televisivi globali. Ogni regolamento è stato riformulato in parte per soddisfare i requisiti tecnici e commerciali della televisione.

Il VAR: un’altra conseguenza dell’era TV

Un caso emblematico è quello del Video Assistant Referee (VAR). Inizialmente, le trasmissioni televisive offrivano al pubblico immagini in lenta riproduzione e in fermo immagine per analizzare eventuali errori arbitrali. Non era un grande salto di pensiero arrivare a permettere all’arbitro di consultarsi con uno schermo durante la partita, come avviene oggi.

Il calcio diventa un prodotto audiovisivo

In questo modo, il gioco è diventato non solo un evento sportivo ma anche un prodotto audiovisivo. Ogni nuova innovazione è stata presentata come un progresso tecnologico e spesso lo è stata davvero. Tuttavia, la storia del calcio dimostra che l’evoluzione ha avuto luogo in direzione opposta a quella che si sarebbe potuta immaginare: non è stato il calcio ad adeguarsi ai tempi della televisione, ma viceversa.

Il calcio e la politica: un esempio di adattamento

Anche la politica ha subito l’influenza delle trasmissioni televisive. Il modo in cui si organizzano gli eventi sportivi è diventato una questione non solo tecnica ma anche sociale, riflettendo le esigenze e i cambiamenti della società contemporanea.

Conclusioni

Nonostante le critiche e la resistenza di molti amanti del calcio tradizionale, l’integrazione tra sport e media è un processo inarrestabile. La televisione continua a plasmare il gioco, trasformandolo in modo radicale ma anche portando benefici come una maggiore visibilità globale e regole più precise.

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