Mercoledì 20 maggio alle ore 21.15 su Sky Documentaries andrà in onda «Giulio Regeni – Tutto il male del mondo», vincitore del Nastro d’Argento della Legalità 026 e diretto da Simone Manetti. Il documentario racconta la storia di Giulio Regeni, un ricercatore italiano scomparso nel Cairo l’8 febbraio 2016 e ritrovato senza vita due giorni dopo.

Il tragico destino di Giulio Regeni

Giulio Regeni era nato a Fiumicello Villa Vicentina, in provincia di Udine. Cresciuto con una forte attitudine alla scoperta del mondo attraverso lo studio, ha frequentato il Collegio del Mondo Unito in New Mexico e si è laureato in Arabic and Politics a Leeds. Dopo un master in Development Studies all’Università di Cambridge, nel 2014 è diventato dottorando nella stessa università.

Nel 2015 Giulio si trasferisce al Cairo per condurre una ricerca sui sindacati egiziani commissionata dall’Università di Cambridge. In un Paese segnato da profonde tensioni politiche dopo l’instaurazione della dittatura militare guidata da Abdel Fattah al-Sisi, Giulio scompare il 25 gennaio 2016, anniversario della Rivoluzione di Piazza Tahrir. La famiglia viene informata due giorni dopo e parte immediatamente per l’Egitto.

La testimonianza dei genitori

Il corpo di Giulio Regeni è stato ritrovato il 3 febbraio ai margini di una strada statale, lontano dal centro della città. I segni delle torture erano evidenti e devastanti. Quando Paola Deffendi ha riconosciuto suo figlio, ha detto: «Ho visto sul suo volto tutto il male del mondo».

Nel documentario, per la prima volta a raccontare la storia di Giulio sono i suoi genitori Claudio Regeni e Paola Deffendi. Un padre e una madre che, nella ricerca della verità, hanno scelto di sfidare apertamente la dittatura militare egiziana.

La lunga battaglia legale

Il documentario include anche la testimonianza esclusiva di Alessandra Ballerini, l’avvocata che ha affiancato i genitori di Giulio Regeni in un percorso legale durato anni. Questo viaggio giuridico ha portato all’apertura del processo contro quattro agenti della National Security egiziana nel 2023.

Avviato nella primavera del 2024, il procedimento arriverà a sentenza entro la fine del 2026. L’avvocata ha guidato i genitori attraverso una lunga e difficile battaglia per far luce sulle circostanze della scomparsa di Giulio.

Il viaggio intimo del documentario

«Giulio Regeni – Tutto il male del mondo» non è un film d’inchiesta né un racconto true crime, ma una narrazione che attraversa la storia di Giulio dal punto di vista più intimo e vicino possibile. Le voci che compongono la narrazione sono esclusivamente quelle delle persone coinvolte direttamente nella vicenda.

Il regista Simone Manetti spiega: «Non è un commento o una ricostruzione ex post, ma un’esperienza del presente capace di restituire gli eventi mentre accadono. La narrazione non procede per rotture o accelerazioni, ma avanza come una marea lenta e costante».

Il documentario utilizza anche repertori mediatici e giuridici, oltre a un repertorio generico di luoghi, azioni e immagini quotidiane che costruiscono un affresco visivo e sonoro per immersione. La narrazione procede gradualmente, accumulando tensione attraverso la persistenza.

Disponibilità in streaming

«Giulio Regeni – Tutto il male del mondo» sarà disponibile non solo su Sky Documentaries ma anche in streaming su NOW e on demand.

Controversia sui finanziamenti pubblici

Qualche settimana fa è emersa la notizia dei finanziamenti pubblici negati a «Giulio Regeni – Tutto il male del mondo». L’opera era stata giudicata dalla commissione ministeriale «non meritevole di sostegno pubblico» ed è esplosa una forte polemica.

In seguito, due componenti della commissione di valutazione si sono dimessi. Interpellato sulla questione in un’interrogazione parlamentare, il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha dichiarato: «Non condivido né sul piano ideale né morale la scelta su questo documentario». Tuttavia, ha sottolineato che non si tratta di una decisione politica.

Il ministro ha promesso durante la cerimonia dei premi David Giuli di mettere ordine e un sovrappiù di coscienza morale nel caso del film su Regeni. Il giorno dopo, ha annunciato che il documentario avrebbe usufruito «di un altro canale di sostegno». Nel mese successivo, il ministro ha licenziato i vertici del suo staff, Emanuele Merlino ed Elena Proietti.

Un viaggio profondo per la verità

«Giulio Regeni – Tutto il male del mondo» è un viaggio intimo che esplora la vita e la scomparsa di Giulio Regeni, sfidando le autorità egiziane nella ricerca della verità. Il documentario offre una narrazione complessa e profonda, attraverso testimonianze personali e repertori mediatici.

Il film è un tributo alla memoria di Giulio Regeni e ai suoi genitori che hanno lottato per anni per far luce sulla sua scomparsa. È un viaggio verso la verità che coinvolge il pubblico in modo profondo e emotivo.

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