La recente competizione nell’ambito dell’access prime time, una delle fasce orarie più strategiche che si posiziona tra i telegiornali serali e i programmi principali, ha visto un significativo successo delle principali reti generaliste italiane, Rai1 e Canale 5. Queste due emittenti, per la prima volta nell’anno, hanno registrato un risultato positivo per l’intero pubblico del piccolo schermo. Nonostante un lieve calo negli ascolti complessivi di tutta la giornata rispetto all’anno precedente, c’è stata una crescita significativa proprio durante il prime time e l’access prime time. Ciò è stato reso evidente dall’aumento di quasi 100 mila spettatori italiani che hanno scelto di seguire la televisione durante l’ora di cena, attratti principalmente da programmi come “Affari tuoi” e “La ruota della fortuna”.
La reintroduzione de “La ruota della fortuna” nell’estate, condotta da Gerry Scotti, si è rivelata una strategia vincente in grado di attirare circa un quinto del pubblico che in passato era fedele a “Affari Tuoi”. Durante il mese di settembre, il programma di Scotti ha raggiunto una media di 4.355.000 spettatori, con una share vicina al 24%. Al contrario, il programma condotto da Stefano De Martino a partire da settembre ha ottenuto 3,9 milioni di spettatori medi, con una share del 21,6%.
L’analisi dei target demografici rivela risultati interessanti. “La ruota della fortuna” ha conquistato il pubblico tradizionale di Canale 5, inclusi bambini fino a 14 anni e persone tra i 30 e i 40 anni, ma ha anche attratto una porzione significativa di spettatori sopra i 65 anni, tipicamente associati a Rai1. D’altra parte, De Martino ha avuto un forte seguito tra il pubblico femminile e le fasce di età più avanzate.
Geograficamente, il pubblico di “Affari tuoi” è prevalentemente meridionale, mentre quello di “La ruota della fortuna” ha registrato successo anche nel Nord Italia, in regioni come Trentino, Veneto e Lombardia. Questi dati, elaborati in collaborazione con Massimo Scaglioni sulla base di informazioni provenienti da Auditel, evidenziano come le abitudini televisive continuino a evolversi e come le emittenti generaliste riescano ancora a mantenere un ruolo centrale nel panorama televisivo italiano.