Edoardo Bennato celebra il compleanno e racconta la sua vita tra musica e politica

Di Lorenzo Frisia ·4 min di lettura
Punti chiave

Il cantautore Edoardo Bennato ha celebrato il suo compleanno con un concerto al Circo Massimo. Nato a Bagnoli, una periferia industriale di Napoli, il 23 luglio 1946, Bennato è cresciuto in una famiglia operaia: suo padre Carlo lavorava all’Italsider, mentre sua madre Adele si occupava della casa e dei figli.

Infanzia e adolescenza

Edoardo è il maggiore di tre fratelli: Eugenio e Giorgio, entrambi musicisti (Giorgio ha perso la vita a 74 anni in un infarto nel 2024). Ricorda l’infanzia come "un mix di lavoro e musica". Mentre il padre si alzava alle cinque del mattino per andare all’Italsider, sua madre riusciva sempre a trovare attività per i figli durante l’estate, nonostante la casa fosse priva di frigorifero e televisore.

Il trio Bennato

Nel 1958, Edoardo e i suoi fratelli formarono un trio musicale che esibì in vari locali di Napoli come il Circolo Canottieri e la sede del dopolavoro dell’Italsider. Nel 1959 furono ospiti del programma televisivo "Il nostro piccolo mondo" e si esibirono anche durante una crociera verso Sudamerica.

Formazione universitaria

A 17 anni, Edoardo decise di iscriversi all’Università degli Studi di Milano, dove frequentava il corso di Architettura. La scelta era motivata dal desiderio di entrare nel mondo della musica: "lì c’erano le case discografiche".

Carriera musicale iniziale

Nel 1973 uscì il suo primo disco, "Non farti cadere le braccia", ma non ebbe grande successo. Dopo questo insuccesso, Edoardo si trasferì a Roma per suonare in piazza davanti alla Rai. Fu qui che Renzo Arbore lo notò e lo segnalò ad un festival musicale.

Successi musicali

Il vero successo arrivò nel 1977 con l’album "Burattino senza fili", che conteneva la celebre canzone "Il gatto e la volpe". Nel 1980 uscì il disco "Sono solo canzonette", considerato da molti critici come il suo lavoro di consacrazione.

Concerti popolari

Edoardo Bennato è stato il primo cantante italiano a riempire lo stadio San Siro. Nel 1980, con un biglietto che costava solo mille lire, riuscì ad attirare mezzo milione di spettatori in 30 giorni.

Politica e conflitti sociali

I concerti del cantautore non mancarono di suscitare contestazioni politiche: "Arrivavano i picchiatori fascisti, ma anche quegli studenti che pensavano fossero tutti ricconi". Nel 1977 a Pesaro un gruppo di manifestanti gridava slogan contro Bennato, convinti che fosse "comprato dal sistema", ma il cantautore e i suoi amici decisero di affrontarli direttamente.

L’incidente stradale

Il 15 gennaio 1995 Edoardo Bennato rimase coinvolto in un incidente stradale nei pressi di Casalgrande, in provincia di Reggio Emilia. L’auto su cui viaggiava insieme alla sua fidanzata Paola Ferri si scontrò con un fuoristrada e lei morì cinque giorni dopo.

Una nuova vita familiare

Nel 2005 Edoardo Bennato ha una figlia di nome Gaia, nata dall’unione con la sua compagna Silvana. "L’abbiamo fatta crescere nell’armonia", racconta il cantautore al Corriere del 2023.

"Un’estate italiana" e la critica

Nel 1990 Bennato scrisse la canzone ufficiale del Mondiale di calcio "Un’estate italiana" con Gianna Nannini. La composizione musicale fu realizzata da Giorgio Moroder, mentre le parole furono aggiunte dai due cantanti.

Infanzia e musica

L’influenza della sua infanzia operaia è visibile anche nella carriera di Bennato: la strada dove abitava (viale Campi Flegrei 55) ha ispirato il nome delle sue edizioni musicali "Cinquantacinque" e appare nel video della canzone "Viva la mamma", in cui il cantautore indossa una maglietta con scritto "Campi Flegrei 55".

Il ritorno al suo quartiere natale

Anche se Edoardo Bennato ha trascorso gran parte della vita a Milano e Roma, continua ad essere legato alla sua città di origine. Nel corso degli anni ha mantenuto un forte legame con i luoghi che l’hanno visto crescere.

Il cantautore è una figura emblematica del panorama musicale italiano, non solo per il suo talento artistico ma anche per la sua capacità di narrare le storie della sua infanzia e dell’industria discografica. Edoardo Bennato continua a essere un’icona culturale che ispira generazioni di nuovi artisti.

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