«La Groenlandia non è in vendita e non è una questione di soldi, ma di rispetto». Questa frase significativa è stata pronunciata da un abitante della Groenlandia.
Il Presidente americano Trump appare sempre più imperialista e il concetto che emerge è chiaro: “il mondo è mio e lo gestisco io”, passando sopra tutto e tutti. È una visione che richiama la teoria del “superuomo” tipica del fascismo.
L’America sta attraversando un periodo buio e il Presidente Trump sta “traghettando” ciò che resta del sogno americano e della democrazia verso un caos funzionale alla costruzione di un nuovo imperialismo, con a capo un vero e proprio bullo. Finora non ha incontrato grandi ostacoli, ma se viene contrastato con risposte concrete, soprattutto da parte dell’UE, le sue mire velleitarie di imbarbarimento dei rapporti internazionali vengono ridimensionate.
Il fatto è che il Presidente Trump ha creato un organismo di natura privata, una sorta di consesso di “palazzinari”, a cui aderiscono circa 20 Paesi, chiamato “Board of Peace”. Questo organismo dovrebbe operare sia per la risoluzione dei conflitti mondiali sia per la ricostruzione di Gaza, ormai rasa al suolo, dove è in atto una tregua che convive con una guerra: una strana e inquietante ipocrisia.
Trump non ha tenuto minimamente conto dell’ONU, con i suoi 193 Paesi aderenti, né del diritto internazionale. Eppure qualcuno lo ha persino proposto per il Nobel per la pace.
Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che vorrebbe aderire a questa ulteriore e sciagurata sceneggiata trumpiana del “Board of Peace”, viene fermata — grazie ai Padri fondatori della nostra Costituzione — dall’articolo 11, che recita:
«L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo».
Di conseguenza, non ci sono le condizioni per aderire a questa iniziativa e resta il fatto di un ulteriore attacco mascherato, tentato con furbizia politica, per stravolgere la Costituzione. Un copione a cui si assiste ogni volta che vengono rilasciate dichiarazioni su temi che la riguardano.
Si dovrebbe inoltre tenere un incontro a tre — Trump, Putin e Zelens'kyj — per discutere dell’Ucraina, ma dov’è l’UE, che è la diretta interessata? La spartizione appare evidente, ma può davvero portare a una pace duratura? È molto difficile, perché la Russia ha già annunciato che non rinuncerà ai territori conquistati e pretende che l’Ucraina ne ceda altri. In questo modo, tutto resta in uno stato di guerra permanente.
L’unico elemento, se vogliamo, appena decente è che i colloqui per arrivare, forse, a una pace continuano.