Giuseppe Conte, confermato alla guida del Movimento 5 Stelle, ha delineato la nuova fase politica del suo partito, segnando una linea netta contro la manovra economica del governo Meloni e rilanciando il ruolo del M5S come forza “radicale nei valori, ma costruttiva nell’azione”. Una rielezione senza sfidanti, ma ottenuta secondo il regolamento interno che consentiva a qualsiasi iscritto di candidarsi.
L’ex presidente del Consiglio ha sottolineato che l’obiettivo prioritario del Movimento sarà reagire alle scelte del governo in materia economica e sociale. Conte definisce la legge di bilancio una “manovra di tasse e tagli” che, a suo giudizio, colpisce i ceti medi e lascia senza risposte chi vive in difficoltà. “Sei milioni di cittadini – ha denunciato – rinunciano alle cure per le liste d’attesa, mentre si aumentano le spese militari e si mantiene il record di pressione fiscale dell’ultimo decennio”.
Il leader pentastellato ha ribadito la propria opposizione alla narrativa del governo sul Superbonus, tema che la premier Meloni ha spesso utilizzato come bersaglio politico. Conte ha ricordato come la misura, introdotta durante il suo esecutivo, abbia contribuito alla crescita economica, citando i dati della Banca d’Italia che stimano un impatto significativo sul Pil. “Senza il Superbonus, la crescita che oggi il governo rivendica sarebbe stata dimezzata”, ha spiegato, accusando l’attuale maggioranza di voler “demonizzare ciò che ha funzionato per coprire i propri fallimenti”.
Sul fronte politico, il dialogo con il Partito Democratico e le altre forze di opposizione resta aperto ma prudente. Conte ha chiarito che l’urgenza immediata è unire le energie contro la manovra di bilancio e lavorare a proposte concrete su temi centrali come lavoro, sanità, istruzione e giustizia sociale. Solo successivamente, ha aggiunto, si potrà ragionare su un programma progressista condiviso.
Tra le priorità indicate dal presidente del M5S figurano una politica estera autonoma e coerente, una riforma dell’immigrazione basata su equilibrio e umanità, e un piano di sicurezza che tuteli i cittadini senza alimentare paure. Conte ha inoltre insistito sulla necessità di “ricostruire un ceto medio impoverito” e di “sostenere le piccole e medie imprese”, considerate motore dell’economia nazionale.
Sul piano internazionale, il leader del Movimento si è espresso con fermezza contro “la follia del riarmo”, criticando la decisione dei governi europei di aumentare le spese militari. Ha ribadito la solidarietà verso i popoli oppressi, in particolare i palestinesi, condannando le violenze a Gaza e definendo “un genocidio silenzioso” quello in corso, “reso possibile anche dal silenzio complice dell’Occidente”.
In merito ai rapporti con Giorgia Meloni, Conte ha respinto l’idea di un duello personale, preferendo concentrarsi sui dati economici e sui risultati del governo. “La propaganda non può nascondere la realtà di un Paese in difficoltà”, ha affermato. Ha poi replicato all’accusa della premier secondo cui le banche avrebbero tratto profitto dai bonus edilizi introdotti dal suo esecutivo: “Chi continua a nascondersi dietro quella misura, dopo quattro manovre di governo, mente ai cittadini”.
Sul futuro del Movimento, Conte ha escluso derive moderate, spiegando che l’identità del M5S resta quella di una forza “radicale nei principi e vicina ai più deboli”. Tuttavia, ha sottolineato la necessità di crescere nei territori, rafforzare la presenza locale e migliorare il radicamento sul piano organizzativo.
Sulla politica europea e internazionale, ha lanciato un monito contro l’eccessiva dipendenza dell’Unione dalle decisioni di Washington: “L’Europa si lascia trascinare dagli Stati Uniti, accettando dazi e programmi di spesa imposti dalla Nato. Così facendo, rischia di perdere credibilità e autonomia”.
Infine, ha espresso preoccupazione per la proposta di utilizzare gli asset russi congelati per finanziare la resistenza ucraina, giudicandola “un precedente pericoloso per la stabilità del sistema finanziario europeo”. Secondo Conte, la coerenza richiederebbe di adottare criteri simili per tutti i conflitti: “Se si colpiscono i beni russi, allora si congelino anche quelli israeliani e si usino per la ricostruzione di Gaza”.
Il M5S, ha concluso, continuerà a proporsi come “forza di cambiamento e di verità”, capace di rappresentare i cittadini disillusi, le famiglie in difficoltà e chi chiede un’Italia più giusta e solidale.