Il senatore Carlo Calenda ha partecipato il 9 maggio al programma radiofonico ‘Maschio Selvaggio’ su Rai Radio2, dove ha condiviso aneddoti personali e riflessioni politiche. Durante l’intervista condotta da Nunzia De Girolamo e Gianluca Semprini, Calenda ha rivelato aspetti inediti del suo rapporto con la moglie Violante Guidotti Bentivoglio.
Rapporto conflittuale con la moglie
Calenda descrive il proprio matrimonio come una condizione di "conflitto perenne", che dura da 7 anni. L’incontro che ha portato al loro legame è avvenuto a una festa, dove Calenda indossava un smoking e Violante un vestito lungo. Il giorno successivo, però, la moglie gli ha fatto notare senza giri di parole: "Senza smoking, quanto sei brutto".
Da allora, spiega il senatore, i litigi sono diventati parte integrante della loro vita quotidiana: si arrabbiano almeno tre o quattro volte al giorno. Tuttavia, aggiunge Calenda, è importante saper litigare bene e anche sapere "staccare".
Un rituale di coppia curioso
Calenda ha rivelato un curioso rituale che la sua famiglia segue occasionalmente: una volta ogni tre-quattro mesi Violante gli dice di passare una notte fuori. L’"altra parte", come definisce Calenda, è un albergo vicino alla stazione Termini dove i proprietari lo riconoscono e scherzano dicendo "di nuovo, senatore?".
Questo rituale, secondo il senatore, è un modo per mantenere l’equilibrio nel rapporto. La notte non dura mai più di una sera: la mattina successiva torna a casa con la valigia.
Infanzia e adolescenza
Il politico ha anche parlato della propria infanzia, ricordando di essere diventato padre giovanissimo. Calenda racconta di aver perso molto tempo con i figli in quegli anni: "Mi sono perso un sacco di cose e non è stato facile".
Ricorda poi gli anni più sregolati dell’adolescenza, quando ha commesso parecchi errori che hanno portato alla sua bocciatura. Un giorno, racconta Calenda, la madre l’ha cacciato di casa e mandato dalla nonna.
Cambiamento radicale
Da quel momento in poi, spiega il senatore, ha smesso di fare casino: "Dal giorno in cui sono andato lì ho smesso di fare casino, ho recuperato l’anno che avevo perso e ho cresciuto mia figlia".
Il linguaggio dei giovani
Calenda ha anche discusso del rapporto con i suoi figli e della generazione più giovane. Quando gli dicono "stay chill", Calenda risponde con una certa irritazione: "Quando mi dicono ‘stay chill, scialla papà’, è una cosa che mi fa incazzare".
Politica e battute
Durante l’intervista, Calenda ha fatto diverse battute sulla politica italiana. Quando gli viene chiesto chi sia la vera "maschia selvaggia", risponde senza esitazione: "Lei. Giorgia Meloni".
Quando gli viene chiesto se ci siano altri leader politici con l’energia di Giorgia Meloni, Calenda risponde ironicamente che le alternative sono poche e suggerisce che dall’altra parte del campo politico non esistono figure simili.
Giochi radiofonici
In un momento più leggero della trasmissione, Carlo Calenda ha partecipato al gioco "Chi vuole essere maschio selvaggio?", scegliendo di fare il Cammino di Santiago con Giorgia Meloni invece che con Giuseppe Conte.
Quando gli viene chiesto tra quali alternative preferirebbe mangiare un’amatriciana cucinata da Giuseppe Conte o pagare il conto di una cena organizzata da Matteo Renzi, Calenda risponde: "Ho già pagato il conto di Matteo Renzi. Io ho già dato".
Derby impossibile tra tifo e città
Il senatore ha anche commentato un derby impossibile tra la Roma che vince lo scudetto o una Roma senza buche per un anno, optando per la prima opzione: "La Roma vince lo scudetto. Che ce frega delle buche, ci siamo abituati".
Ultima battuta
Infine, Calenda ha risposto a una domanda su chi chiamerebbe se restasse a piedi in mezzo al nulla con il telefono che prende poco: tra Matteo Salvini e Angelo Bonelli. Il senatore sceglie ironicamente l’ultimo, dicendo "Angelo Bonelli, poveraccio".
In conclusione, Carlo Calenda ha mostrato un lato più umano della propria personalità, condividendo aneddoti sul matrimonio e la famiglia, oltre che battute politiche acide. L’intervista ha offerto una prospettiva interessante su vita privata e pubblica del senatore.