Francesca Pascale si confida: dal rapporto con berlusconi alla verità sulla buonuscita

Di Veronica Leali ·4 min di lettura

Francesca Pascale a cuore aperto: un’autobiografia tra amore, politica e scelte di vita

Francesca Pascale ripercorre la sua vita in una lunga intervista pubblicata oggi dal Corriere della Sera, offrendo uno sguardo intimo sulle relazioni che l’hanno segnata, dalle dinamiche familiari all’amore per Silvio Berlusconi, passando per la relazione con Paola Turci. Un racconto a tutto tondo che svela un percorso personale complesso e ricco di sfaccettature.

Radici e infanzia: un “patriarcato naturale” e un rapporto difficile

Pascale descrive la sua famiglia d’origine come caratterizzata da un tradizionale modello patriarcale, con un padre operaio e una madre casalinga. Tuttavia, il rapporto con la figura paterna è stato segnato da una profonda difficoltà. Stando alle sue parole, non ha mai ricevuto l’amore e l’approvazione desiderati, un’assenza che ha lasciato un segno indelebile. Questo contesto familiare ha contribuito a plasmare la sua personalità e le sue successive scelte affettive.

L’amore per Berlusconi: una storia mai finita

Un capitolo fondamentale dell’intervista è dedicato alla lunga relazione con Silvio Berlusconi, durata quindici anni. Pascale sottolinea come l’incontro con l’allora leader di Forza Italia sia avvenuto in un momento particolare della sua vita, quando lui aveva 69 anni ed era, a suo dire, un uomo “forte e libero”. Descrive un periodo ricco di emozioni e di esperienze positive, definendo la loro come una storia che, in realtà, non si è mai conclusa. “Non ci siamo mai realmente separati”, afferma, lasciando intendere un legame che va oltre la semplice relazione sentimentale.

Le dinamiche politiche e le reazioni interne a Forza Italia

Pascale affronta anche il tema dell’impegno politico di Berlusconi e le reazioni che le sue posizioni sui diritti civili avevano suscitato all’interno del partito. Ricorda come, a partire dal 2013, l’allora Presidente avesse manifestato l’intenzione di modernizzare il linguaggio del partito, aprendo a temi come i diritti civili. Questo tentativo, tuttavia, aveva incontrato l’opposizione di una parte più conservatrice, come dimostrato, secondo Pascale, dal comportamento di figure come Maurizio Gasparri. Un esempio di come le posizioni progressiste, anche all’interno di un partito storico, possano incontrare resistenze.

La relazione con Paola Turci: un “chiodo schiaccia chiodo” fallito

L’intervista si sofferma anche sulla relazione con Paola Turci, durata quattro anni e culminata con un’unione civile poi interrotta. Pascale definisce questa relazione come “tossica”, ammettendo di non essere stata pronta dopo la fine della storia con Berlusconi. “Era un chiodo schiaccia chiodo”, spiega, sottolineando come la situazione fosse complicata da dinamiche emotive e personali. Riconosce, tuttavia, la propria responsabilità e ammette di aver sofferto per l’ipocrisia di una relazione in cui la compagna disprezzava Berlusconi, pur beneficiando del suo benessere economico. Questo scenario può essere paragonato a situazioni in cui le differenze ideologiche o personali minano la stabilità di una relazione, anche quando ci sono affetto e interessi comuni.

La verità sulla buonuscita: un patrimonio costruito insieme

Uno dei temi più discussi in passato è quello di una presunta buonuscita che Berlusconi le avrebbe garantito dopo la fine della loro relazione. Pascale chiarisce categoricamente che non ha ricevuto alcun pagamento di questo tipo. Sostiene di aver costruito un patrimonio grazie al sostegno di Berlusconi, che le ha offerto opportunità e doni, permettendole di realizzare una società immobiliare e di vivere in un contesto privilegiato. Questo le ha consentito, inoltre, di aiutare i suoi amici.

Una nuova vita nella campagna senese

Oggi, Francesca Pascale vive un casale nella campagna senese, circondata dai suoi undici cani. Ha sempre desiderato una vita più tranquilla, lontano dalla città e dai riflettori. La decisione di trasferirsi in Toscana è maturata dopo la separazione da Berlusconi, e rappresenta un ritorno alle sue radici e un desiderio di serenità. Un esempio di come, dopo periodi intensi e pubblici, si possa scegliere una vita più semplice e a contatto con la natura.

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