Milano, 4 novembre — Giornata cruciale per Chiara Ferragni, che per la prima volta si è presentata in aula per l’udienza del procedimento a suo carico con l’accusa di truffa aggravata in relazione alle campagne benefiche del Pandoro Pink Christmas e delle Uova di Pasqua. Un caso che ha scosso profondamente il mondo dei social e del marketing, e che ora entra ufficialmente nella sua fase giudiziaria.

L’influencer e imprenditrice digitale, assistita dagli avvocati Giuseppe Iannaccone e Marcello Bana, si è presentata al Palazzo di Giustizia di Milano davanti al giudice Ilio Mannucci Pacini. L’udienza, di tipo interlocutorio, è servita principalmente per discutere la possibile ammissione della costituzione di parte civile dell’associazione Casa del Consumatore, che ha chiesto di rappresentare gli interessi dei cittadini che si ritengono danneggiati. La decisione definitiva è attesa per il 25 novembre, quando il giudice si pronuncerà sulla legittimità della richiesta.

L’associazione, difesa dall’avvocato Aniello Chianese, aveva già respinto la proposta di un risarcimento di 5mila euro avanzata dalla difesa di Ferragni. In una nota diffusa lo scorso 30 ottobre, Casa del Consumatore aveva spiegato la motivazione del rifiuto: “Non accettiamo questa somma sia perché irrisoria rispetto ai profitti di circa 2,7 milioni di euro che la signora Ferragni avrebbe ottenuto, sia perché non garantirebbe un’azione riparatoria efficace per la sua condotta, realizzatasi principalmente attraverso i social network”.

All’uscita dall’aula, Ferragni — apparsa visibilmente tesa ma composta — ha scelto parole misurate e un tono di grande riserbo. Con indosso un elegante blazer scuro abbinato a una camicia bianca, ha dichiarato ai cronisti: “Grazie per l’attenzione e per essere qui. È una fase sicuramente difficile della mia vita, e penso che capirete se non mi sento di fare ulteriori dichiarazioni. Però grazie, e andiamo avanti”.

La procura di Milano contesta alla Ferragni e alle sue società di aver tratto un ingiusto profitto, stimato in oltre 2,2 milioni di euro, dalle operazioni di marketing collegate a due iniziative benefiche: il celebre Pandoro Pink Christmas e le uova di Pasqua solidali. Secondo l’accusa, le campagne avrebbero indotto i consumatori a credere che parte del ricavato delle vendite sarebbe stato devoluto in beneficenza, quando invece le somme destinate all’ospedale Regina Margherita di Torino erano state già fissate in 50mila euro da Balocco, indipendentemente dai volumi di vendita.

In altre parole, secondo gli inquirenti, l’acquisto del pandoro griffato Ferragni al prezzo di 9,37 euro (rispetto ai 3,68 euro del prodotto tradizionale) non avrebbe avuto alcun effetto reale sulla raccolta fondi, ma avrebbe invece generato un rilevante guadagno d’immagine e un ritorno economico diretto per le società della digital entrepreneur.

Un presunto “errore di comunicazione”, come lo definisce la difesa, che però la procura considera un caso di truffa ai danni dei consumatori, aggravato dall’uso di canali digitali e social media per promuovere l’iniziativa. Una dinamica che, secondo l’accusa, si sarebbe ripetuta anche nella campagna successiva legata alle uova di Pasqua.

Il caso Pandoro-gate è esploso alla fine del 2023, travolgendo l’immagine pubblica della Ferragni e aprendo un acceso dibattito sul confine tra beneficenza e marketing. Dopo le prime polemiche, l’imprenditrice aveva chiesto scusa pubblicamente e aveva annunciato un maxi-donazione da un milione di euro all’ospedale torinese, dichiarando di voler riparare al “malinteso” e di avere agito sempre in buona fede.

L’udienza di Milano segna dunque un nuovo capitolo di questa vicenda, che ha coinvolto uno dei volti più noti e influenti del panorama digitale internazionale. In attesa della decisione del giudice sulla parte civile, resta alta l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica.

Mentre la procura procede nel suo lavoro, Chiara Ferragni mantiene il profilo basso e sceglie la linea della prudenza. Tra le mura del tribunale, la regina dei social non veste i panni della star, ma quelli di una donna che affronta uno dei momenti più complessi della sua carriera. E anche se il processo è solo all’inizio, una cosa è certa: gli occhi di tutta Italia resteranno puntati su di lei.

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