Ucraina-Russia: Zelensky presenta a Trump un piano di pace, tra garanzie di sicurezza e nodo Donbass
Volodymyr Zelensky ha presentato a Donald Trump, in Florida, una bozza di piano di pace per porre fine al conflitto con la Russia, descritta da Kiev come il “miglior tentativo” finora elaborato. Il piano, frutto di negoziati con gli Stati Uniti, si compone di 20 punti ed è, secondo quanto riportato, “pronto al 90%”, nonostante alcune questioni ancora aperte.
Punti di convergenza tra Kiev e Washington
Stando al testo, un elemento chiave su cui sembrano esserci accordi tra le due parti riguarda le garanzie di sicurezza per l’Ucraina, volte a prevenire future aggressioni russe. Queste garanzie includerebbero un meccanismo simile all’Articolo 5 della NATO, oltre a un esercito ucraino in tempo di pace di 800 mila soldati, finanziato dai partner occidentali. Kiev spingerebbe per una data precisa per l’adesione all’Unione Europea, rendendola una garanzia formale, sebbene la complessità del processo di adesione e le possibili opposizioni interne all’UE rendano questa richiesta non scontata.
Oltre alle garanzie di sicurezza, si discute di un accordo bilaterale tra Stati Uniti e Ucraina, soggetto all’approvazione del Congresso americano, e di un supporto militare europeo alle difese ucraine. Alcuni paesi europei si sarebbero detti disponibili a schierare forze in Ucraina, un’opzione che Mosca ha sempre osteggiato. Il piano prevede anche l’istituzione di un meccanismo di monitoraggio della linea di contatto per prevenire la ripresa delle ostilità, il rilascio di tutti i prigionieri di guerra e civili detenuti, e l’organizzazione di elezioni in Ucraina dopo la firma dell’accordo.
Il nodo del Donbass e la centrale di Zaporizhzhia
Il territorio del Donetsk rimane uno dei punti più critici. Una precedente proposta russo-americana prevedeva il ritiro delle forze ucraine dalle aree attualmente sotto il loro controllo e la creazione di una zona demilitarizzata. Kiev ha respinto questa opzione, sostenendo di non poter cedere unilateralmente territori. La proposta di Zelensky prevede la creazione di una zona demilitarizzata che includa sia le aree controllate dall’Ucraina che quelle controllate dalla Russia, con il ritiro delle forze russe e la presenza di forze internazionali per garantire la sicurezza.
Un altro punto dolente è rappresentato dalla centrale nucleare di Zaporizhzhia, attualmente sotto controllo russo. Kiev ne rivendica la necessità per la ricostruzione postbellica. Inizialmente, Trump aveva suggerito un controllo condiviso tra Stati Uniti, Ucraina e Russia, con una divisione dei profitti. Zelensky ha proposto invece una *joint venture* tra Kiev e Washington, con gli Stati Uniti liberi di gestire la propria quota di profitti, una soluzione che potrebbe facilitare un accordo separato con Mosca.
La posizione russa
Poco prima dell’incontro tra Zelensky e Trump, Vladimir Putin ha dichiarato che “persone intelligenti” in Occidente stanno esortando l’Ucraina ad accettare condizioni di pace “dignitose”. Ha inoltre ribadito che, in caso contrario, la Russia perseguirà i suoi obiettivi “con mezzi armati”, sottolineando la priorità del pieno controllo del Donetsk.
Il raggiungimento di un accordo di pace sembra quindi ancora lontano, con diverse questioni complesse da risolvere. Il piano presentato da Zelensky rappresenta un tentativo di trovare una via d’uscita dal conflitto, ma il successo dipenderà dalla volontà di tutte le parti di trovare un compromesso e di affrontare le sfide ancora presenti.