Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato una svolta nelle politiche di controllo delle frontiere e dell’immigrazione. Dopo l’uccisione di due manifestanti da parte di agenti federali anti-immigrazione a Minneapolis, lo ‘zar dei confini’, Tom Homan, è stato inviato sulla scena per gestire la situazione.

Ritiro immediato di 700 agenti ICE e della polizia di frontiera

Homan ha deciso il ritiro immediato di circa 700 agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) e della polizia di frontiera da Minneapolis, lasciando una forza operativa di circa 2.000 unità sul posto.

“Ho capito che forse potremmo usare un po’ più di delicatezza”, ha dichiarato Trump in un’intervista alla NBC Television Network. “Ma bisogna comunque essere duri, abbiamo a che fare con criminali davvero duri.”

Progressi con le autorità locali nonostante le divergenze

Homan si è impegnato nel lavoro di collaborazione con le autorità locali per avanzare nelle operazioni di controllo dell’immigrazione, nonostante le differenze di opinione.

“Un numero senza precedenti di Paesi”, ha aggiunto Homan, “sta cooperando con i federali e consentendo a ICE di prendere in carico gli immigrati illegali incarcerati prima del loro rilascio dalle prigioni dello Stato.”

Tuttavia solo sette sceriffi su 87 contee del Minnesota hanno firmato un accordo di cooperazione formale con ICE, mentre altre località si oppongono e vietano ai loro impiegati di collaborare.

Nuove misure operative

Da lunedì tutti gli agenti federali a Minneapolis saranno dotati di una bodycam. La polizia di frontiera e ICE avranno inoltre una unica catena di comando operativa, per migliorare la comunicazione e l’efficienza delle operazioni.

Effetti sulle politiche di sicurezza dei confini

Secondo un sondaggio della CNN, il tasso di approvazione di Trump sulla sicurezza dei confini rimane alto al 52%, ma quello sulla gestione dell’immigrazione è sceso al 45% dopo le violenze a Minneapolis.

Commenti degli esperti e del pubblico

“Trump sta agli USA come Putin sta all’Ucraina”, ha commentato un utente, rilevando l’analogia con la politica autoritaria di Vladimir Putin. Altri hanno sottolineato che la divisione dei poteri negli Stati Uniti continua ad esistere e limita le azioni del presidente.

Ulteriori sviluppi internazionali

In un’altra notizia, il leader ucraino ha annunciato un accordo con la Russia per un nuovo scambio di prigionieri. Questo sviluppo evidenzia come gli effetti delle politiche interne degli Stati Uniti possano estendersi all’interno dell’Europa orientale e al di là.

Conclusioni

La decisione di Trump di adottare una linea più morbida nelle politiche ICE risponde a un contesto di crescente tensione sociale e dimostra l’influenza delle opinioni pubbliche sulla sua strategia. Tuttavia, rimane da vedere se questa svolta sarà sufficiente per placare le proteste contro la violenza dell’ICE.

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