Il presidente dell’Ungheria Tamás Sulyok ha dichiarato di resistere ai tentativi del nuovo governo guidato da Péter Magyar di farlo lasciare la carica. La controversia è scoppiata dopo che il Partito Tisza, al potere con un ampio maggioranza parlamentare, ha promesso di estromettere i rappresentanti dell’ex premier Viktor Orbán.
Il rifiuto del presidente
Sulyok, eletto durante la presidenza di Orbán, sostiene che il suo dovere è garantire l’indipendenza delle istituzioni democratiche. In un’intervista con POLITICO ha affermato: "Nessun maggioranza parlamentare può dare il permesso di disattendere la legge e i valori europei".
La sfida politica del nuovo governo
Péter Magyar è stato eletto con una vittoria schiacciante nel mese di aprile, ma ora si trova di fronte a un’ampia resistenza da parte delle istituzioni erette durante il periodo Orbán. Il presidente ha avviato una serie di azioni legali per contrastare l’intento del governo di estrometterlo.
Gli sforzi del governo Tisza
Péter Magyar, che ha promesso di ridurre il controllo illiberale esercitato da Orbán, sostiene che i funzionari eletti durante la presidenza precedente non possono essere fidati. Márton Hajdu, un parlamentare del Partito Tisza, ha affermato: "Il regime di Orbán ha commesso gravi crimini contro gli ungheresi — corruzione, vendita degli interessi nazionali alla Russia, riduzione e distruzione delle relazioni con i nostri tradizionali alleati".
I contrasti legali e politici
Péter Magyar potrebbe utilizzare la sua ampie maggioranza parlamentare per modificare la costituzione in modo da permettere l’estromissione di Sulyok. Tuttavia, il presidente ha chiesto al Tribunale Costituzionale un’opinione sulla legittimità delle misure che potrebbero essere prese contro di lui.
Il ruolo del Tribunale Costituzionale
Sulyok è stato eletto presidente del Tribunale Costituzionale nel 2016, durante il periodo Orbán. Adesso il tribunale ha dichiarato che non può esaminare la richiesta di Sulyok per recarsi d’urgenza al Consiglio d’Europa, l’organismo consulente della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
La questione internazionale
Péter Magyar ha promesso di implementare una serie di riforme del ruolo di legge per liberarsi dai fondi UE che Orbán era stato sospeso. La Commissione Europea, che aveva criticato Orbán per la sua presunta violazione dei principi democratici, ora sostiene l’approccio di Magyar.
La situazione in Polonia come esempio
Péter Magyar sta cercando di evitare un’esposizione simile a quella che ha avuto luogo in Polonia. Il presidente polacco Karol Nawrocki, legato al precedente governo del PiS (Law and Justice), ha utilizzato il suo potere di veto per bloccare alcune riforme chiave proposte dal nuovo premier Donald Tusk.
La controversia sull’amendamento costituzionale
Péter Magyar ha recentemente approvato un amendamento alla Costituzione che limita la permanenza del premier a otto anni. Sulyok, pur senza poteri significativi per ostacolare l’approvazione di questo provvedimento, ha criticato l’iniziativa come restrittiva della scelta democratica.
La popolarità in calo del presidente
Péter Magyar ha accusato Sulyok di essere un simbolo dell’amministrazione Orbán e di aver ignorato le violazioni dei principi democratici durante il suo mandato. Secondo sondaggi recenti, circa il 64% degli ungheresi vorrebbero che Sulyok lasciasse la carica.
Le implicazioni politiche
Péter Magyar ha detto in una dichiarazione parlamentare: "Mr President, it is time to leave with your head held high". Anche se Sulyok non sembra essere influenzato dalle critiche, ammette che la controversia attuale rappresenta un pericolo per il paese.
La crisi costituzionale
Péter Magyar sostiene di cercare di ripristinare le istituzioni democratiche, mentre Sulyok si rifiuta di lasciare la carica senza una lotta legale. Il presidente ha dichiarato: "Una crisi costituzionale è negativa per un paese". La controversia continua ad alimentare tensioni politiche interne e internazionali per l’Ungheria.
Il conflitto tra Sulyok e Magyar mette in evidenza le difficoltà del nuovo governo nel ripristinare i principi democratici dopo un periodo di forte centralizzazione dell’autorità. La controversia continua ad essere monitorata da osservatori internazionali che seguono attentamente l’evoluzione della situazione politica ungherese.