Il capo della sezione cybercrime dell’Interpol, Neal Jetton, ha messo in guardia contro l’utilizzo di strumenti artificial intelligence (AI) che rende sempre più facile e rapido commettere crimini informatici. In un’intervista a POLITICO, Jetton ha spiegato come queste tecnologie abbiano ridotto le barriere all’accesso ai reati ciberneticamente complessi, permettendo a persone senza competenze tecniche di portare avanti attività fraudolente su larga scala.

AI facilita la criminalità

Secondo Jetton, gli strumenti AI come chatbot e soluzioni "phishing-as-a-service" rendono più facile per chiunque attuare inganni e frodi. Queste tecnologie permettono a individui privi di conoscenze tecniche di creare campagne di phishing e altri tipi di truffa con facilità.

Crescente coinvolgimento della criminalità organizzata

Gli organizzatori di crimini stanno utilizzando queste nuove tecnologie per estendere le loro attività fraudolente, spesso sfruttando gruppi terroristiche in Africa che commettono frodi online per finanziare la propria azione. Organizzazioni criminali potrebbero usare strumenti AI per outsource operazioni tecniche complesse.

Profitto e impatto economico

La Commissione Europea ha stimato che il costo globale della cibercriminalità ammonta a 5,5 trilioni di euro all’anno. L’utilizzo di AI rende le frodi più lucrose: secondo l’Interpol, i crimini basati su tecniche AI sono quattro e mezzo volte più redditizi rispetto ai metodi tradizionali.

Operazioni internazionali

Un recente operativo europeo finanziato dall’UE ha portato all’arresto di circa 200 persone in Medio Oriente, dove le truffe online sono spesso gestite da impianti staffati da vittime della tratta dei cadaveri. Questi centri di frodi utilizzano chatbot AI per creare email personalizzate e deepfakes che commettono frodi su larga scala.

Approccio internazionale contro la cibercriminalità

L’Europa è impegnata a elaborare misure volte ad affrontare i nuovi modelli di AI, come il sistema Mythos e GPT-5.5-Cyber, che secondo Jetton superano le capacità dei hacker umani tradizionali. La necessità di regolamentazione diventa ovvia quando si considera l’impatto economico e la rapidità con cui questi strumenti possono essere utilizzati per commettere crimini informatici.

Discussione tra professionisti della sicurezza

Durante un recente incontro di alto livello tra i CISO (Chief Information Security Officers), Jetton ha notato che la discussione era focalizzata proprio su questi strumenti AI. I responsabili della sicurezza globale stanno cercando modi per affrontare questa nuova minaccia, ma anche per ottenere accesso a queste potenti tecnologie.

Limitazioni e sfide

L’unità cyber dell’Interpol non si occupa di attività governative sostenute dallo stato, concentrandosi invece sul supporto alle forze di polizia nazionali. Le operazioni globali coinvolgono paesi come la Gran Bretagna, Francia e Germania, che collaborano per contrastare le frodi online.

L’uso di AI nel settore del crimine digitale rappresenta una sfida significativa per gli organi di polizia e i responsabili della sicurezza informatica. Mentre questi strumenti rendono più semplice commettere reati, la comunità internazionale deve trovare modi efficaci per contrastarli, affrontando al contempo le questioni etiche e regolamentari che l’utilizzo di queste tecnologie solleva.

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