I rapporti tra gli Stati Uniti d’America e l’Iran sono entrati in una nuova fase di tensione dopo che le forze americane hanno effettuato una serie di attacchi aerei contro obiettivi iraniani, mentre i missili dell’Esercito delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) hanno colpito obiettivi vicini al Golfo Persico.
Conflitto in corso
Il conflitto tra gli Stati Uniti e l’Iran si è intensificato nel weekend del 21 febbraio, con i bombardamenti americani che si sono protratti per otto notti consecutive. Gli attacchi di domenica hanno colpito installazioni di sorveglianza costiera iraniane, sistemi di difesa aerea e siti di stoccaggio di missili e droni.
Rotta diplomatica
Un accordo temporaneo per la pace stipulato il mese scorso era destinato a interrompere i combattimenti mentre le due parti lavoravano per ripristinare lo Stretto di Ormuz, attraverso il quale passa un quinto del petrolio commerciale mondiale. Tuttavia, l’accordo si è rivelato instabile e l’Iran ha annunciato di aver sospeso i propri impegni accusando Washington di violazione prima.
Attacchi aerei americani
La CentCom degli Stati Uniti (U.S. Central Command) ha dichiarato che gli ultimi attacchi, terminati domenica mattina, erano stati concepiti per «castigare rapidamente le forze del Guardia della Rivoluzione Islamica» in risposta a un’attacco nel Giordania il venerdì precedente che aveva ucciso due servitori militari americani. L’intento era anche di indebolire ulteriormente la capacità dell’Iran di minacciare le navi nel canale.
Reazioni iraniane
In risposta, l’alto comando militare iraniano ha affermato che il «voracità, bullismo, totalitarismo o brutalità» degli Stati Uniti sarebbero stati accolte con una «risposta devastante». Secondo la ministra dell’Energia americana Chris Wright, il petrolio continua comunque a circolare attraverso lo stretto di Ormuz. Le forze iraniane hanno colpito un’installazione di energia e desalinizzazione di Kuwait, provocando incendi in una nazione che dipende per circa il 90% della propria acqua potabile dalla desalinalizzazione.
Effetti sul Golfo Persico
Numerosi stati del Golfo hanno riferito di aver intercettato attacchi. In particolare, Bahrain ha confermato l’intercettazione di missili e Jordania ha affermato di aver abbattuto tre su quattro missili iraniani indirizzati verso il proprio territorio. L’Iran ha colpito anche una stazione di energia e desalinizzazione in Kuwait per la seconda volta nei due giorni precedenti, causando un incendio.
Reazioni internazionali
Israele ha avvisato che i proiettili lanciati verso il porto di Aqaba potevano spingersi nel suo territorio per la prima volta in settimane. L’agenzia atomica iraniana ha affermato che gli attacchi americani hanno colpito la centrale nucleare incompleta di Darkhovin nella provincia di Khuzestan, ma l’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica (IAEA) ha smentito qualsiasi rischio radiologico dato il livello avanzamento della costruzione.
Vittime e danni
L’Iran ha riferito di aver avuto cinquanta morti e 517 feriti per gli ultimi attacchi americani. Il leader supremo iraniano, Ayatollah Ali Khamenei, ha definito l’accordo temporaneo firmato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump «assolutamente inutile».
Trump e la reazione diplomatica
Quando interrogato su una possibile sospensione dell’accordo da parte di Tehran, il presidente americano ha dichiarato: "Non mi importa". Questo atteggiamento dimostra l’assenza di volontà di Washington per ristabilire una relazione pacifica con l’Iran.
Conclusione del conflitto?
L’accordo temporaneo che mirava a creare uno spazio di pausa nel conflitto tra Stati Uniti e Iran si è dimostrato insostenibile. La tensione continua ad aumentare, mettendo a rischio la sicurezza della regione e il flusso del petrolio globale.


