Un alto funzionario americano ha recentemente negato le voci secondo cui gli Stati Uniti stiano cercando di influenzare la politica europea attraverso l’incanalamento di fondi segreti a gruppi affiliati al movimento MAGA. Sarah Rogers, Under Secretary of State degli Stati Uniti, ha respinto tali insinuazioni in una dichiarazione a POLITICO durante la Conferenza di Monaco.
Le accuse contro l’amministrazione Trump
Pubblicazioni come POLITICO hanno avanzato ipotesi secondo cui il Dipartimento di Stato degli USA sarebbe coinvolto nel finanziamento di organizzazioni europee legate al MAGA. Secondo tali voci, funzionari del governo Trump avrebbero discusso con gruppi in Francia e Gran Bretagna, e chiesto alla Heritage Foundation di Washington di fornire una lista di potenziali candidati da sostenere.
Risposta della Rogers
Sarah Rogers ha definitivamente respinto tali accuse. “L’idea che abbiamo un fondo nero per la destra estrema è una menzogna”, ha dichiarato con fermezza durante il suo intervento a Monaco. “Non è compito degli Stati Uniti decidere chi viene eletto in Europa”.
Il messaggio conciliare dell’amministrazione Trump
Le parole di Rogers sembrano essere un tentativo dell’amministrazione Trump di inviare segnali conciliari all’Europa, nonostante la Strategia Nazionale per la Sicurezza recentemente pubblicata chieda agli Stati Uniti di “coltivare una resistenza” al status quo politico sul continente. Questo spunto è arrivato pochi giorni dopo che il Segretario di Stato Marco Rubio ha chiamato a una “Europa forte e rivitalizzata” durante la Conferenza di Monaco.
Controversie precedenti della Rogers
Nonostante le recenti dichiarazioni conciliari, Sarah Rogers è noto per aver suscitato controversie nel passato. Ha utilizzato le proprie piattaforme social media ufficiali per lanciare attacchi contro gli immigrati e la politica migratoria europea, caratterizzando gli immigrati in Germania come “orde barbariche importate di rapitori” e collegando la politica migratoria della Svezia a episodi di violenza sessuale.
Il discorso del Vice Presidente Vance
Pochi giorni prima dell’intervento di Rogers, il Vice Presidente degli Stati Uniti JD Vance aveva criticato le democrazie europee per ostacolare i diritti alla libertà d’espressione durante la Conferenza di Monaco. In risposta a queste dichiarazioni, Rogers ha indicato che gli Stati Uniti stanno ancora compilando una lista di quali alleati sono stati bravi o cattivi, ma lo fa con un tono più gentile.
Diplomazia e dialogo
“In termini di chi è un buon alleato, abbiamo sicuramente delle opinioni su questo”, ha detto Rogers. “Ma indipendentemente da chi viene eletto, lavoreremo con loro”. A Monaco, Rogers ha affrontato domande sulle possibilità che i partiti di destra europei in ascesa possano condividere le priorità degli Stati Uniti quando si tratta di rinforzare la difesa.
Collaborazione su questioni comuni
La Casa Bianca ha anche divergenze con potenziali alleati europei di destra, ma c’è qualche terreno comune sugli sforzi per reprimere le deepfakes basate sull’IA e l’esplorazione sessuale sui social media. “Certamente non disaccordiamo sul fatto che le deepfakes diffamatorie sessuali sono un problema serio, forse risolvibile con la legge”, ha aggiunto Rogers.
Il contesto della Conferenza di Monaco
La conferenza di Monaco è una delle più importanti riunioni annue tra i principali pensatori e leader politici sulle questioni di sicurezza internazionale. Questo evento offre un palcoscenico ideale per discutere le dinamiche diplomatiche tra gli Stati Uniti e l’Europa, nonché i rapporti con potenziali alleati europei.
Un approccio più dialogante
Pochi giorni dopo il controverso intervento del Vice Presidente Vance, Rogers ha cercato di moderare le tensioni attraverso un approccio più conciliare. “Sono una diplomatica”, ha dichiarato Rogers. “È il mio lavoro incontrare persone che sono in disaccordo su almeno alcune cose”.
Conclusioni
Nonostante i tentativi di inviare segnali conciliari, le parole di Rogers rispecchiano la complessità delle relazioni tra gli Stati Uniti e l’Europa. Mentre alcuni funzionari cercano di moderare le tensioni attraverso il dialogo diplomatico, altri continuano a lanciare accuse contro le politiche europee e i diritti alla libertà d’espressione.