L’Ufficio del Procuratore Europeo (EPPO) sta esaminando come la Grecia ha utilizzato i fondi dell’Unione Europea per costruire campi di accoglienza per migranti. Secondo due funzionari greci a conoscenza delle indagini, l’EPPO si concentra su due progetti realizzati tra il 2020 e il 2021 durante la pandemia di Covid-19.
Indagini sull’utilizzo dei fondi UE
L’EPPO sta verificando contratti stipulati senza gare aperte con società private. Secondo i funzionari, questi contratti hanno costato circa 15 volte più rispetto a progetti simili, ammontando in totale a circa 11,3 milioni di euro.
Campi sotto esame
I due campi in questione sono localizzati nella città di Malakasa, a nord di Atene, e nella zona di Sintiki nel nord della Grecia. Secondo il quotidiano greco Kathimerini, questi progetti erano tra i primi gestiti dal governo greco dopo l’International Organization for Migration (IOM).
Cronologia degli eventi
Il centro di Malakasa era stato ampliato per ospitare 1.500 migranti trasferiti dalle isole. Il contratto, stipulato nel mese di aprile del 2020 con una società di Atene, è valso inizialmente 4,3 milioni di euro e si è prolungato fino a cinque estensioni successive per un costo aggiuntivo di circa 1,7 milioni di euro.
Secondo campo sotto esame
Il secondo progetto riguarda una struttura nella zona di Sintiki. Il contratto fu stipulato nel mese di luglio del 2020 con un’azienda tecnica basata a Kavala, e ha iniziato con un costo di circa 3,6 milioni di euro. Anche questo progetto è stato esteso più volte fino alla sua completazione, per una spesa aggiuntiva di 1,7 milioni di euro.
Riscontri sugli sprechi
Un documento interno dell’organizzazione internazionale incaricata dei migranti in Grecia evidenzia che i costi di questi due campi sono eccezionalmente alti rispetto a progetti simili finanziati dallo stesso dipartimento europeo. Per esempio, per altri strumenti con caratteristiche simili, il governo greco ha speso solo 270 euro per beneficiario, mentre in Malakasa si è arrivati a 23.900 euro.
Reazioni politiche e critiche
Il partito di opposizione nel parlamento greco aveva sollevato il problema dei contratti senza gara già nel 2020. All’epoca, la maggioranza del governo New Democracy aveva spiegato che l’aumento della pressione migratoria e la necessità di completare rapidamente i progetti erano le ragioni alle decisioni prese.
Contesto politico
I dati ufficiali dell’UNHCR mostrano un calo drastico dei flussi migratori nel 2020, con solo 15.696 individui in arrivo contro i 74.649 del precedente anno. Ciò ha alimentato ulteriori critiche sulle motivazioni e il controllo delle spese.
Governo greco smentisce accuse
Il governo greco, attraverso l’ufficio ministeriale di immigrazione, sostiene che i progetti sono stati auditati sia dalla Commissione Europea che dall’ufficio d’audit della Grecia e hanno ricevuto un rapporto positivo.
Politica interna
Il partito New Democracy è sotto pressione. Numerosi funzionari potrebbero essere coinvolti nelle indagini dell’EPPO riguardanti il malversamento di fondi UE, con diversi ministri che hanno già presentato le dimissioni per sospetti legati a uno scandalo agricolo.
Impatto sulle politiche migratorie
Le indagini potrebbero avere un impatto significativo sulla gestione dei campi di accoglienza e sui futuri finanziamenti europei. L’EPPO non commenta le indagini in corso per non compromettere eventuali procedimenti giudiziari.
Queste inchieste mettono ulteriormente alla prova il governo greco, che dovrà affrontare critiche e sospetti su utilizzazioni discutibili dei fondi europei.