Phil Hogan tra i favoriti per guidare l’agenzia alimentare delle Nazioni Unite

Di Cesare Borgia ·4 min di lettura
Punti chiave

In un momento in cui la sicurezza alimentare globale diventa sempre più cruciale, l’ex commissario europeo Phil Hogan è il candidato preferito dell’Unione Europea (UE) per assumere la leadership della Food and Agriculture Organization (FAO) delle Nazioni Unite. La FAO stabilisce le norme globali sulla sicurezza alimentare e decide su questioni cruciali come l’agricoltura sostenibile e i pescatori responsabili, cercando un nuovo direttore generale per il 1° gennaio 2027.

Il ritorno dell’UE alla FAO

La presidenza corrente della FAO appartiene a Qu Dongyu di Cina, che è al potere dal 2019. Con le sue politiche che hanno suscitato preoccupazioni in Occidente, l’UE vuole riportare il controllo dell’agenzia all’interno del blocco. Ogni paese europeo ha candidati diversi per la posizione: l’Irlanda presenta Phil Hogan, la Spagna Luis Planas e l’Italia Maurizio Martina.

Il vantaggio di Hogan

Hogan, noto per il suo passato controverso che lo ha portato al dimissionismo dal Commissario europeo a causa di una violazione delle norme anti-Covid durante un pranzo di golf in Irlanda, sta mostrando di essere il candidato più attivo e strategico. Ha già viaggiato per l’Europa, il Brasile, la Mauritania e il Tajikistan per costruire supporti internazionali.

La sfida della Spagna

Luis Planas, ministro dell’Agricoltura spagnolo, è un altro candidato forte. Tuttavia, l’obbligo di rotazione tra le agenzie multilaterali ha creato una difficoltà per la sua campagna: il paese già dirige un’altra importante organizzazione alimentare delle Nazioni Unite, l’International Fund for Agricultural Development (IFAD).

L’Italia e Martina nella corsa

Maurizio Martina dell’Italia è in una posizione delicata. Come vice direttore generale della FAO, la sua campagna deve essere discreta per evitare conflitti di interesse. Tuttavia, il governo italiano ha nominato Stefania Rosini, ex ambasciatrice a Danimarca, per guidare la sua candidatura.

Il rischio del dissenso UE

L’eurodeputati dell’Agricoltura hanno cercato di concordare su un candidato comune ma senza successo. Ora la decisione spetta ai leader europei che potrebbero decidere durante una riunione del Consiglio Europeo, con il rischio che l’UE resti divisa se non si raggiunge un accordo.

La competizione globale

Altri candidati internazionali includono Ismahane Elouafi dell’Africa e Mehmet Mehdi Eker dalla Turchia. Se la UE non presenta una candidatura forte, potrebbe perdere il controllo della FAO a favore di un outsider.

La campagna intensa di Hogan

Hogan ha già viaggiato per diversi paesi per costruire supporti internazionali e ha anche fatto visita alla propria nazione. Ha lanciato una campagna con promesse di rinnovamento per l’agenzia, sostenendo che la sua leadership potrebbe aprire nuove opportunità politiche.

La sfida della rotazione multilaterale

Il problema principale per Planas è il vincolo della rotazione delle agenzie multilaterali. Al momento non ci sono garanzie su come la Spagna gestirà le proprie risorse e posizioni tra le diverse organizzazioni alimentari.

Le sfide interne italiane

Maurizio Martina, pur essendo un candidato reso discreto dalle regole dell’agenzia, ha il vantaggio di essere già coinvolto nella FAO come vice direttore generale. Tuttavia, la sua campagna è stata poco attiva rispetto a quelle dei concorrenti.

Le implicazioni per l’UE

Se l’UE non riesce a raggiungere un accordo su un candidato comune, potrebbe perdere il controllo della FAO. Il ministro polacco Stefan Krajewski ha sottolineato l’importanza di scegliere un candidato europeo per evitare che un outsider vinca.

Conclusione della campagna

La decisione finale sarà presa dai leader dell’UE, con il rischio che la mancanza di accordi interni possa portare a una vittoria esterna. La competizione si prospetta intensa e controversa, con molte questioni da sciogliere prima della votazione del 2027.

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