L’Iran Si Trova Di Fronte Alla Cruda Realtà Della Partnership Russa

Di Alessandro Torrisi ·3 min di lettura

L’Iran si trova di fronte alla cruda realtà della partnership russa

Il Medio Oriente è in fiamme e l’Iran è al centro del conflitto dopo che Teheran è stato bombardato da bombe americane e israeliane sabato mattina. In risposta, il Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha espresso le sue condoglianze all’omologo iraniano, promettendo solo sostegno verbale.

Il declino della partnership russa

L’Iran è diventato l’ultimo paese a provare in prima persona ciò che significa una relazione con la Russia. Da quando Mosca ha lanciato la guerra in Ucraina quattro anni fa, il Cremlino ha esibito la propria forza retorica come bandiera del cosiddetto mondo multipolare.

La debolezza russa nei momenti critici

Ma nella pratica, quando le cose si mettono male per i loro alleati, l’assistenza della Russia è stata notevolmente fiacca. Bashar-al-Assad ha imparato alla fine del 2024 che il supporto russo non garantiva la sopravvivenza del suo regime mentre le forze ribelli si lanciavano a Damasco.

Maduro e Khamenei: destini paralleli

Nel caso di Nicolás Maduro, seduto in una cella della prigione americana dal principio di questo anno, la Russia ha mostrato scarsa solidarietà. Ora, l’Ayatollah Ali Khamenei, Supremo Leader dell’Iran, è stato ucciso durante l’attacco a Teheran.

La diplomazia e il sostegno verbale

La risposta di Mosca all’uccisione di Khamenei non ha superato la dichiarazione di condoglianze del Ministro degli Esteri russo. Il sostegno militare attivo è mancato completamente.

Conflitti passati e promesse fallite

L’estate scorsa, durante una guerra di 12 giorni tra Israele ed Iran che includeva un enorme attacco americano sui siti nucleari iraniani, i vertici russi hanno offerto solo dichiarazioni verbali. Nel dicembre scorso, la Russia ha concordato di fornire 500 milioni di euro in missili anticarro avanzati mentre Teheran si armava per un secondo attacco americano.

Esperimenti militari simbolici

Sembra che Mosca cerchi di mantenere l’immagine di supporto diplomatico. Nel corso dei mesi successivi, la Russia ha cercato di contenere il danno promettendo armamenti e svolgendo esercitazioni con l’Iran nel Golfo Persico.

La mancanza di azione militare

Tuttavia, quando si è trattato di agire in modo tangibile durante i bombardamenti recenti a Teheran, la Russia non ha fornito alcun supporto militare. Formalmente, la Russia non è obbligata: anche se la Russia e l’Iran hanno firmato un trattato di partnership strategica nel 2025, non includeva una clausola sulla difesa reciproca.

La dichiarazione ufficiale russa

Il Vice Ministro degli Esteri russo Andrey Belousov ha chiarito che la firma del trattato non significa l’istituzione di un’alleanza militare con l’Iran o assistenza militare reciproca. Mosca spera ora che questo sia il messaggio che rimarrà con i suoi alleati rimanenti.

Conclusioni: la realtà della partnership russa

Per Teheran, la risposta fiacca di Mosca non dovrebbe sorprendere. La scrittura era sul muro già l’estate scorsa quando Mosca ha mostrato la sua debolezza nei momenti critici.

L’Iran si trova ora a dover affrontare una realtà difficile: la Russia è meno disposta ad agire militarmente in suo favore, lasciando il paese esposto alle pressioni e agli attacchi esterni. Il sostegno verbale non basta quando le cose vanno male.

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