Secondo quanto riportato, il partito di destra Francaise d’Action Nationale (ex Front National) ha promesso di privatizzare la radiotelevisione pubblica francese. Delphine Ernotte, amministratrice delegata di France Télévisions, ha lanciato un avvertimento mentre Marine Le Pen si avvicina al governo francese.
Il pericolo della privatizzazione
Ernotte ha sottolineato che la privatizzazione delle emittenti pubbliche potrebbe significare la loro eliminazione. Le Pen e i suoi alleati accusano a lungo lo stato francese di utilizzare i fondi dei contribuenti per finanziare notizie e contenuti culturali progressisti.
Il dibattito politico
I sondaggi mostrano che Le Pen è ben posizionata per vincere le prossime elezioni presidenziali. La promessa di privatizzare o sciogliere le emittenti pubbliche si avvicina sempre più alla realtà.
La situazione internazionale
Ernotte ha evidenziato che nei regimi populisti la libertà di stampa è una minaccia. I governanti cercano di controllare le emittenti pubbliche in modi diversi: ad esempio, nell’Italia si nominano manager politici, mentre in Cecoslovacchia si riducono i finanziamenti.
Il ruolo di Ernotte
La dirigente ha ribadito che il suo compito non è politico, ma garantire l’indipendenza della rete televisiva rispetto a tutte le posizioni politiche. Ernotte ha preso la guida di France Télévisions nel 2015 e ha trasformato lo stato controllato broadcaster in una multinazionale multiplataforma con più di 45 milioni di visitatori unici al mese.
I problemi finanziari
Tuttavia, la rete televisiva francese è impegnata in una lotta sempre più difficile per ottenere gli spettatori sia dalle emittenti private che dai nuovi streamers. France Télévisions ha avuto difficoltà a mantenere le finanze sotto controllo mentre naviga nel rapido cambiamento del panorama mediatico.
La fusione con Radio France
Ernotte è favorevole alla proposta di unire France TV con Radio France, il radiodiffusore pubblico della Francia, come modo per riavviare entrambe le imprese. Tuttavia, la grande deficit del bilancio francese e la necessità di investire in altre priorità come la difesa e la transizione verde hanno reso l’audiovisivo pubblico un bersaglio per i tagli.
La controversia politica
Ernotte ha testimoniato davanti a una commissione parlamentare esaminando la neutralità e le finanze delle emittenti pubbliche. Il rapporto del comitato di indagine ha suggerito di ridurre i budget e consolidare diverse stazioni televisive, spingendo France Télévisions a perdere credibilità.
La difesa della radiotelevisione pubblica
Ernotte si è opposta alle conclusioni dell’indagine. Secondo lei, l’estensione del dibattito in media controllate da Vincent Bolloré ha danneggiato la credibilità di France Télévisions.
La posizione di Ernotte sul futuro
Ernotte è stata confermata per il suo quarto mandato alla presidenza dell’European Broadcasting Union (EBU), un’alleanza di radiotelevisioni pubbliche in tutta Europa. La sua priorità sarà la revisione della Direttiva sui servizi audiovisivi, che dovrebbe essere completata entro fine anno.
Prepararsi per le elezioni presidenziali
Ernotte vuole che gli autorità dotino le emittenti pubbliche di strumenti aggiuntivi per contrastare l’interferenza estera. France Télévisions ha già un partenariato con Viginum, il guardiano francese contro l’interferenza estera, ma Ernotte chiede ai regolatori di concedere una deroghe durante i weekend elettorali per rivelare qualsiasi tentativo o istanza di interferenze straniere.
Conclusione
Ernotte sostiene che la radiotelevisione pubblica francese è un’infrastruttura critica che deve essere protetta da minacce interne ed esterne. La sua posizione si basa su una visione di un audiovisivo indipendente e neutrale, con il dovere di informare i cittadini francesi.


