La Commissione europea presenta il piano acceleratore industriale: obiettivi di decarbonizzazione e protezionismo?

Di Alessandro Torrisi ·3 min di lettura

Il Piano ‘Mades-in-EU’

Il piano della Commissione europea per rinvigorire i settori manifatturieri del blocco ha suscitato preoccupazioni nei governi riguardo ai rapporti commerciali e alla politica industriale interventista. Il tanto atteso Atto Acceleratore Industriale (IAA) è stato presentato dopo diversi mesi di ritardo, il mercoledì scorso.

L’IAA stabilisce misure per stimolare la domanda nei confronti dei prodotti ‘fatti in Europa’, con l’intento di creare posti di lavoro e ridurre le dipendenze dalle importazioni. La proposta chiave è il concetto ‘mades-in-EU’ che richiede ai governi e ad altre autorità pubbliche di canalizzare i fondi dei contribuenti verso prodotti che soddisfino nuovi requisiti europei in termini di contenuto.

Difesa del Concetto ‘Mades-In-EU’

Stéphane Séjourné, capo industriale della UE, ha presentato l’IAA e si è concentrato sulla difesa del concetto ‘mades-in-EU’, sottolineando i benefici economici della legge. Tuttavia, la critica all’interno della Commissione, dalle capitali dell’UE e dai paesi alleati ha focalizzato le proprie obiezioni sulle restrizioni commerciali e di investimento.

Obiettivi Ambientali in Ombra

Gli ambiziosi scopi ambientali dell’IAA sono rimasti in ombra, nonostante siano altrettanto centrali per la legge. Séjourné ha ammesso infine che “l’Atto Acceleratore Industriale sta accelerando il processo di decarbonizzazione”.

Standard a Basso Contenuto di Carbonio

L’atto non canaliizza i fondi dei contribuenti verso la manifattura in generale dell’UE, ma nei materiali a basso contenuto di carbonio e nelle tecnologie a zero emissioni prodotte nel blocco. Un quarto del cemento costruttivo che i governi acquistano dovrà soddisfare standard a basso contenuto di carbonio, anche se senza richiedere che sia prodotto in Europa.

Critiche alla Proposta di Cemento

Susan McGarry, direttore delle affari pubblici della Ecocem, ha dichiarato: “Una quota del 5% per l’acquisto pubblico di cemento e concreto a basso contenuto di carbonio cade ben oltre ciò che è necessario per creare veramente un mercato leader per il cemento e il concreto a basso contenuto di carbonio in tutta Europa”.

Problemi Rimanenti

Nonostante i progressi, l’etichettatura non è l’unico problema che la Commissione europea ha rimandato. Notabilmente, le definizioni di “ferro a basso contenuto di carbonio”, “alluminati” e “cemento” saranno fornite in leggi successive.

Necessità Urgente di Definizioni Chiare

Irene Domínguez Pérez, della ONG Bellona orientata al clima, ha dichiarato: “La Commissione deve trattare quegli atti delegati come una questione di urgenza; senza di essi, non possiamo mobilitare i fondi pubblici europei per guidare la trasformazione delle nostre industrie più inquinanti”.

Il Futuro del Piano IAA

Ora che la proposta è stata presentata, dipende dai governi dell’UE e dal Parlamento europeo modificarla e negoziarne la versione finale. La discussione su come bilanciare gli obiettivi economici e ambientali continua.

Il piano ‘Acceleratore Industriale’ della Commissione Europea è un tentativo ambizioso di rafforzare l’industria europea, ma rimane da vedere se sarà in grado di bilanciare i diversi interessi e di realizzare gli obiettivi promessi.

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