Nella notte del 23 giugno 2016, il Southbank Centre a Londra ospitava la festa ufficiale della campagna per il "Rimanere" all’interno dell’Unione Europea. I sostenitori, i militanti e gli addetti alle telefonate elettorali si mescolavano con ministri di governo in attesa del risultato del referendum sulla Brexit. Ma l’allegria non durò a lungo: il 4 gennaio 2026, Keir Starmer annunciava la propria dimissione da primo ministro, lasciando spazio ad Andy Burnham, che ha promesso di affrontare le sfide legate alla Brexit con un approccio più pragmatico.

Il fallimento del progetto di Keir Starmer

Durante l’ultima campagna elettorale per il Labour, Keir Starmer aveva puntato a costruire una coalizione tra i sostenitori del "Rimanere" e quelli del "Lasciare", convinto che fosse la chiave per un ritorno al governo. Tuttavia, questa strategia non ha avuto successo: secondo il British Social Attitudes Survey, l’85% dei votanti Labour nel 2024 desiderava una riammissione completa all’interno dell’UE.

Il disagio interno del Labour dopo la Brexit

Andy Burnham aveva previsto sin dal 2016 che il progetto di rimanere all’interno dell’Unione Europea non avrebbe avuto successo. Quando divenne leader del Labour, cinque anni dopo il referendum, mise in atto una strategia per ottenere un consenso più ampio tra i sostenitori della Brexit e quelli che desideravano restare all’interno dell’UE.

L’impatto economico della Brexit

Secondo gli economisti, la Brexit ha ridotto il PIL britannico di sei a otto punti percentuali per capofamiglia entro il 2025. Starmer si era impegnato ad attivare un reset delle relazioni con l’UE attraverso trattati parziali come quelli agricoli e ambientali, ma questi accordi hanno contribuito solo al 0,3% del PIL nel corso di 15 anni.

La sfida per Andy Burnham

Andy Burnham deve ora affrontare la difficile questione della Brexit. Il suo approccio dovrebbe essere un compromesso tra l’adesione all’UE e le esigenze dei sostenitori del "Lasciare". Inoltre, dovrà decidere se rispettare i vincoli imposti da Starmer o cercare di modificare il trattato.

Le nuove sfide diplomatiche

La riunione prevista per luglio tra l’UE e il Regno Unito è stata rimandata a causa della dimissione di Keir Starmer. L’Unione Europea ha dichiarato che entrambe le parti dovrebbero avere un nuovo leader prima di procedere con i negoziati.

Il futuro delle relazioni UK-UE

Burnham si trova ora di fronte a una sfida complessa: ristabilire la fiducia tra il Regno Unito e l’Unione Europea. La sua visione include un mix di politiche che favoriscono lo sviluppo economico del Nord dell’Inghilterra e una maggiore integrazione con l’UE, ma senza rinunciare alle linee rosshe stabilite da Starmer.

Le prospettive per il futuro

Andy Burnham deve ora decidere come procedere. A differenza di Keir Starmer, che si era impegnato a non tornare nell’UE, Burnham sembra più flessibile e aperto al compromesso. Tuttavia, la questione della Brexit rimane un punto cruciale per il suo governo.

Conclusioni

Il ritorno del Labour al potere nel 2024 ha segnato una svolta nell’approccio alle politiche di Brexit. Andy Burnham dovrà ora affrontare le sfide economiche e diplomatiche legate a questa decisione, cercando un compromesso tra i diversi interessi interni al partito.

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