Il Governo Europeo della Banca Centrale (ECB) ha avvertito che la guerra nel Medio Oriente sta mantenendo i prezzi dell’energia più elevati del previsto, segnando l’inizio di ulteriori alzate dei tassi d’interesse. Mārtiņš Kazāks, membro del Consiglio della BCE e governatore della Banca Centrale Lettone, ha sottolineato che il conflitto è più duraturo delle aspettative iniziali e sta generando un impatto significativo sulla fornitura energetica.
Previsioni economiche rivedute a ridosso del pessimismo
In marzo la BCE aveva presentato due scenari economici legati alle tensioni nel Medio Oriente: uno ottimistico, con il prezzo del petrolio medio al secondo trimestre 2026 attorno ai 90 dollari per barile e un’accelerazione dell’inflazione che si stabilizzerebbe intorno al 2,6 percento nel corrente anno prima di ridiscendere al traguardo del 2 percento entro il 2027; e uno pessimistico, con prezzi medi attorno ai 119 dollari e un’ulteriore crescita dell’inflazione che raggiungerebbe i 3,5 percento.
Prezzo del petrolio sopra le previsioni di base
“La guerra nel Medio Oriente sta durando più a lungo di quanto avessimo inizialmente previsto e il prezzo del petrolio è ancora più elevato rispetto al nostro scenario ottimistico”, ha dichiarato Kazāks. “Questo spinge la BCE verso un quadro economico più negativo.”
Alzate dei tassi di interesse probabili
Il governatore lettone ha ribadito che, a meno che non si verifichi un shock economico significativo come una grave carestia energetica, la BCE è probabilmente destinata ad aumentare ulteriormente i tassi d’interesse. “La linea di base prevedeva due alzate delle tariffe dei tassi. Attualmente siamo tra il scenario ottimistico e quello negativo”, ha spiegato Kazāks.
Politica monetaria dipende dai dati
In una recente riunione del Consiglio, la BCE ha mantenuto i tassi invariati al 2 percento, sottolineando l’importanza di monitorare le informazioni economiche per decidere se un intervento monetario è necessario. Kazāks, tuttavia, ha evidenziato che non ci sono segni di una recessione economica imminente.
Russia e conflitto in Ucraina
“La Russia ha subito gravi difficoltà economiche a causa del conflitto in Ucraina”, ha detto Kazāks. “Ma sperare che queste difficoltà costringano Vladimir Putin ad un cessate il fuoco è ‘naïf’ e potenzialmente pericoloso.”
Un’Europa più unita come risposta al conflitto
Il governatore ha sottolineato l’importanza di una Europa più integrata per garantire la pace in continente. “Soltanto un’Europa forte e unita può assicurare una pace duratura”, ha affermato Kazāks, citando il rapporto di Mario Draghi sul futuro della competitività europea.
Barriere commerciali interne come ostacolo al progresso
Kazāks ha anche notato che le barriere commerciali all’interno dell’Europa impediscono l’adesione piena alla promessa di un mercato unico, con tariffe equivalenti a qualsiasi minaccia esterna. “Il commercio interno tra gli Stati membri è una delle sfide più importanti che Europa deve superare per affrontare i futuri shock economici,” ha aggiunto.
Cooperazione militare e finanziaria come risposta ai nuovi scenari di guerra
Per Kazāks, l’unica strategia efficace contro le future minacce è un’Europa più unita in termini sia di politica militare che economica. “Se sosteniamo l’Ucraina, se i paesi europei investono nella loro difesa e riducono la frammentazione all’interno dell’Unione Europea, potremo agire da una posizione di forza,” ha concluso Kazāks.