Crotia, Estonia e altri sei paesi si contendono il secondo posto alla BCE
Gara serrata per la vicepresidenza della Banca Centrale Europea
Il Consiglio dell’UE ha annunciato che Croazia, Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania e Portogallo stanno concorrendo per il ruolo di vicepresidente alla Banca Centrale Europea (BCE). La gara è parte di una competizione più ampia per ottenere un seggio nella giunta esecutiva della BCE, che conta sei membri.
Vacanze e competizione feroce
Quattro dei posti attuali alla BCE diventeranno vacanti nei prossimi due anni. Questo include la presidenza stessa. La competizione sarà particolarmente accesa poiché le maggiori economie della zona euro cercheranno di mantenere il loro peso decisionale nella giunta esecutiva, lasciando ai paesi più piccoli meno posti da lottare per ottenere.
Candidati e processi di selezione
I ministri delle finanze della zona euro voteranno segretamente tra i candidati quando si riuniranno a Bruxelles il 19 gennaio. Il vincitore dovrà ricevere almeno 16 voti su un totale possibile di 21, rappresentando circa il 65% della popolazione della zona euro.
Nord Europa: candidati emergenti
I governatori delle banche centrali del Nord Europa costituiscono la maggior parte dei contendenti. Tra questi ci sono:
– Olli Rehn, governatore della Banca Centrale finlandese,
– Madis Müller, governatore della Banca Centrale estone,
– Mārtiņš Kazāks, governatore della Banca Centrale lettone,
– Rimantas Šadžius, ministro delle finanze lituano.
Sud Europa: candidati competitivi
Gli altri due candidati provengono dal sud Europa:
– Mário Centeno, ex presidente del Eurogruppo portoghese,
– Boris Vujčić, governatore della Banca Centrale croata.
Processo di selezione finale
I candidati dovranno sottoporsi a domande da parte degli europarlamentari prima che i ministri delle finanze si riuniscano il 19 gennaio. Il vincitore sarà poi soggetto a una valutazione dal Parlamento Europeo e dalla BCE.
Conclusione
La competizione per la vicepresidenza della BCE rispecchia l’importanza di queste posizioni nella governance economica e monetaria della zona euro. Gli interessi nazionali, le strategie economiche e le capacità dei candidati saranno decisivi in questa gara serrata.


