Crans-Montana, una festa di Capodanno finita nel dramma
Un incendio divampato in un locale notturno a Crans-Montana, in Svizzera, ha causato una tragedia che ha scosso l’opinione pubblica. Stando a quanto riportato, l’evento, avvenuto nella notte del 1° gennaio 2026, ha provocato la morte di 47 persone e il ferimento di oltre 100. Le autorità competenti stanno indagando sulle cause che hanno portato a questo disastro.
La dinamica del rogo
Il fuoco si sarebbe propagato rapidamente all’interno del seminterrato del bar “Le Constellation”, trasformando l’ambiente in un braciere. Secondo le prime ricostruzioni, decine di giovani stavano festeggiando l’arrivo del nuovo anno quando sono stati colti di sorpresa dalle fiamme. Il consigliere di Stato Stéphane Ganzer ha descritto la scena come particolarmente drammatica. Le indagini, attualmente in corso, mirano a chiarire l’origine dell’incendio e le responsabilità.
La procuratrice Generale Beatrice Pilloud ha escluso categoricamente l’ipotesi di un attentato. Tra le piste investigative prese in considerazione, figurano quella relativa all’utilizzo di fuochi d’artificio o petardi all’interno del locale, e quella, emersa da alcune testimonianze, riguardante l’accensione di candeline scintillanti sulle bottiglie di Champagne. Al momento, però, le autorità non si sono espresse in merito a queste ipotesi.
Misure di sicurezza e testimonianze
Un aspetto cruciale delle indagini riguarda le misure di sicurezza presenti nel locale e i materiali utilizzati durante la recente ristrutturazione. Si sta verificando se i sistemi antincendio si siano attivati tempestivamente e se siano stati sufficienti a contenere le fiamme. Inoltre, si indaga sulla possibilità che l’unica uscita disponibile fosse troppo stretta e abbia ostacolato l’evacuazione delle persone.
Testimoni presenti sul luogo hanno fornito diverse versioni dei fatti. Jeoffroy D’Amecourt ha smentito l’ipotesi dei fuochi d’artificio, riferendo di aver sentito una forte deflagrazione diversa da quella prodotta da un fuoco d’artificio. Altri testimoni, tra cui due giovani francesi, hanno raccontato di aver visto le fiamme propagarsi a partire da candeline accese dai camerieri sulle bottiglie di Champagne, che avrebbero innescato un incendio nel controsoffitto in legno. Un turista ha confermato la presenza di queste candeline, descrivendo come una scintilla abbia infiammato una trave del soffitto.
La vice sindaca di Ascona, Michela Ris, ha descritto scene di panico e disperazione, con alcuni giovani usciti dal locale insanguinati e senza vestiti. Le testimonianze raccolte evidenziano la difficoltà di fuga a causa della ristrettezza dell’uscita, tanto che alcuni presenti avrebbero rotto le vetrine per permettere agli altri di scappare.
Il fenomeno del “flashover”
Le autorità cantonali hanno spiegato che all’interno del locale si sarebbe verificato un “flashover”, un fenomeno pericolosissimo che si verifica quando il fuoco si propaga improvvisamente e con violenza in ambienti chiusi, provocando esplosioni. Questo avviene quando il calore si accumula sotto il soffitto, i gas di combustione si diffondono e la temperatura sale rapidamente, causando l’accensione simultanea di materiali combustibili. Un esempio di questo fenomeno può verificarsi in un magazzino con materiali infiammabili stoccati in modo non corretto. In tali situazioni, un piccolo incendio può rapidamente trasformarsi in un disastro. In un contesto simile, la sopravvivenza diventa estremamente difficile.
La tragedia di Crans-Montana solleva interrogativi importanti sulla sicurezza dei locali pubblici e sull’importanza di rispettare le normative in materia di prevenzione incendi. Le indagini in corso dovranno fare luce sulle cause del disastro e individuare eventuali responsabilità, al fine di evitare che simili tragedie possano ripetersi in futuro.