La Commissione Europea ha dato il via libero condizionale alla fusione tra Paramount e Warner Bros., due delle maggiori case cinematografiche americane, valutate insieme più di 100 miliardi di euro. Secondo fonti confidenziali, l’accordo è stato accolto positivamente ma con alcune restrizioni.
Il caso in Europa
In Europa, la fusione ha sollevato preoccupazioni nel settore cinematografico e tra le organizzazioni della società civile. Queste entità temono che il matrimonio delle due case possa compromettere la produzione di film e l’equilibrio della mediazione.
La Commissione Europea ha avviato un’indagine antitrust, iniziando con un esame dettagliato del caso. L’iniziale data di scadenza per questo primo passo era il 7 luglio, ma la discussione sulle possibili soluzioni potrebbe allungare il processo fino al 22 luglio.
Proposte di compromesso
Durante un incontro riservato con le autorità europee della concorrenza a Bruxelles, Paramount e Warner Bros. sono state avvisate che l’accordo sarebbe stato approvato se avessero tagliato i legami con Universal Pictures per la distribuzione di film in diversi paesi dell’UE.
La proposta di compromesso, da formalizzare entro il 30 giugno, eviterebbe una più approfondita indagine della Commissione europea. Questo passaggio rappresenta uno dei principali ostacoli regolamentari rimanenti dopo la rapida approvazione negli Stati Uniti.
Controversia americana
L’approvazione dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha suscitato controversie su eventuali pregiudizi politici nell’analisi. Secondo il Wall Street Journal, gli inquirenti del DoJ sono rimasti sorpresi dalla decisione che contrastava con le loro intenzioni iniziali.
David Ellison, CEO di Paramount e figlio dell’ex consigliere Oracle Larry Ellison – un vecchio alleato del presidente Trump – ha voluto incontrare personalmente il presidente Emmanuel Macron a Parigi per spiegare i vantaggi della fusione e rispondere ai timori del settore cinematografico francese.
Preoccupazioni nel settore
L’Unione Internazionale dei Cinematografi (UNIC) ha espresso le sue preoccupazioni riguardo al possibile taglio delle produzioni originali di Warner Bros. come biopic locali per concentrarsi su franchise più redditizie.
Mark Dempsey, della media freedom advocacy group Article 19, ha espresso la sua delusione nei confronti dell’approvazione condizionale. Ha criticato l’inadeguatezza delle misure proposte e il mancato coinvolgimento del European Board of Media Services nella valutazione della pluralità mediatica.
Regolatori europei in attesa
La Commissione Europea dà poca considerazione alla pluralità dei media e all’importanza culturale durante l’esame delle fusioni. Secondo le fonti, non ci sono ulteriori problemi legati a eventuali aumenti di prezzi o restrizioni al mercato.
Inoltre, la Commissione sta esaminando se il finanziamento del deal da parte dei fondi stranieri sia equo secondo l’EU’s Foreign Subsidies Regulation. In parallelo, il Regolatore britannico U.K. Competition and Markets Authority sta conducendo una propria indagine.
Minacce esterne
Un’altra minaccia per la fusione è rappresentata dalla California Attorney General Rob Bonta che potrebbe sfidare l’accordo, bloccando così il matrimonio tra le due case cinematografiche.
L’approvazione condizionale da parte della Commissione Europea sembra allontanare uno dei principali ostacoli regolamentari per la fusione Paramount-Warner Bros., ma rimangono ancora diverse sfide da superare prima che il deal possa concretizzarsi.
La decisione della Commissione Europea rappresenta un passo importante verso l’approvazione finale del matrimonio tra Paramount e Warner Bros. Tuttavia, la fusione continuerà a essere monitorata da vari enti regolatori europei per garantire che non ci siano danni al pluralismo mediatico e alla produzione cinematografica.