Clayton si rifiuta di confermare la vittoria legittima di Biden durante l’audizione al Senato

Di Alessandro Torrisi ·4 min di lettura
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Jay Clayton, nominato da Donald Trump come Direttore Nazionale dell’Intelligence (DNI), ha evitato con cautela di affermare la legittimità della vittoria di Joe Biden nelle elezioni presidenziali del 2020 durante l’audizione al Senato tenutasi martedì 15 luglio 2026.

Clayton esita ad affermare la vittoria di Biden

Il vice-presidente della Commissione Intelligence del Senato, Mark Warner (D-Virginia), ha chiesto chiaramente a Clayton se negasse che Joe Biden avesse vinto le elezioni. Clayton ha risposto: “Non sono un negazionista delle elezioni”, ma si è astenuto dal dire esplicitamente che la vittoria di Biden fosse legittima, limitandosi ad aggiungere: “Joe Biden è stato certificato come presidente degli Stati Uniti”.

Frustrazione dei democratici

I senatori democratici hanno espresso frustrazione per l’evasività di Clayton. Senza fornire una risposta diretta, Clayton ha sollevato ulteriormente il nervosismo e la preoccupazione del gruppo democratico riguardo alla sua posizione sull’elezione presidenziale del 2020.

Reazioni dei senatori democratici

Il senatore Angus King (I-Maine) ha espresso apertamente il suo disappunto: “Una delle tue qualifiche è che ci hai detto di dire la verità al potere, e non rispondi a una domanda molto semplice”. Quando Warner si è esasperato, Clayton ha finalmente aggiunto: “Biden è stato eletto regolarmente secondo il nostro processo”.

Trump pronto ad accusare intervento straniero nelle elezioni del 2020

La testimonianza di Clayton viene poco prima dell’indirizzo alla nazione che Trump ha programmato per la sera successiva, in cui egli intende declassificare indagini sugli elettori stranieri che avrebbero influenzato l’esito delle elezioni del 2020. Mentre Clayton dichiarava di non avere alcun ruolo nell’indirizzo alla nazione, Trump ha sottolineato la sua determinazione a rinnovare le accuse contro Biden.

Il controverso SAVE America Act

Prima dell’audizione, Trump ha destituito due commissari democratici dall’Election Assistance Commission e continua ad insistere sulla necessità di approvare il SAVE America Act. Il progetto di legge mira a limitare l’uso del voto postale e richiede un documento d’identità con foto per votare.

Gli obiettivi di Clayton su sicurezza elettorale

Clayton ha ammesso durante il dibattito che c’è molto lavoro da fare per migliorare la gestione delle elezioni negli Stati Uniti, affermando: “Abbiamo un lungo cammino da percorrere nella sicurezza elettorale”. Secondo lui, l’elezione è una questione di sicurezza nazionale e ha sottolineato la sua determinazione a lavorare su questo fronte.

Sostenitori bipartisan in merito alla nomination di Clayton

Mentre Clayton ha ricevuto critiche dai democratici per le sue risposte sulle elezioni, molti repubblicani lo vedono come un candidato idoneo. Il senatore Mike Rounds (R-South Dakota), che ha presentato la proposta della nomination di Clayton al Senato, l’ha descritto come “un professionista consumato” con una solida esperienza nella gestione delle questioni legate alla sicurezza nazionale e alle finanze.

Preoccupazioni dei democratici sulla sovranità elettorale

I democratici sono preoccupati dal potenziale abuso del DNI da parte dell’amministrazione Trump per sminuire l’integrità delle elezioni. Hanno sollevato concernimenti riguardo alle precedenti azioni della casa di Clayton, come la visita di Tulsi Gabbard alla sede dell’FBI a Atlanta e il sequestro di macchine per le elezioni in Porto Rico.

Il ruolo del DNI nell’elezione presidenziale

Clayton ha affermato che l’intelligence nazionale si occupa principalmente della sicurezza delle elezioni contro minacce esterne, e non ha un coinvolgimento diretto nella gestione dei processi interni. Quando gli è stato chiesto di garantire che la DNI non interferisse negli esiti delle elezioni interne, Clayton ha risposto: “Il ruolo della comunità dell’intelligence è fornire informazioni e non influenzare il risultato”.

La lotta contro la corruzione elettorale continua

Con l’indirizzo alla nazione imminente di Trump, Clayton si trova in una posizione delicata tra le asserzioni del presidente sull’integrità delle elezioni e le preoccupazioni dei democratici riguardo al suo coinvolgimento. L’esito dell’audizione e la nomination di Clayton avrà un impatto significativo sulle politiche future della sicurezza elettorale negli Stati Uniti.

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