L’aeroporto internazionale di Dubai è uno dei più importanti hub aerei del mondo. Il 30 settembre, mentre la città dorme ancora, il Terminal 1 dell’immenso complesso si anima con le attività delle prime ore del mattino. Famiglie tornano da vacanze in Asia, lavoratori migranti ritornano a casa e uomini d’affari partono per nuovi impegni.
Il volo FZ1073: un collegamento storico tra Dubai e Tel Aviv
Alle 5 di mattina, il Boeing 737 Max della compagnia Flydubai è pronto a decollare. Il suo scopo è collegare due città che fino a poco tempo fa erano divise da tensioni politiche: Dubai in Emirati Arabi Uniti e Tel Aviv in Israele.
Il volo FZ1073, diretto a Tel Aviv, riempie di speranza i cuori dei passeggeri che si imbarcano. Tra loro ci sono 174 persone, compresi due piloti che viaggiano come equipaggio supplementare per un successivo rientro del Boeing.
Preparativi e controllo: il decollo di Flydubai
Sul pavimento dell’aeroporto, i lavoratori sono puntuale nel far sbarcare l’equipaggio di bordo. A bordo del velivolo, Smit Machchhar, un pilota indiano con migliaia di ore di volo alle spalle, e Hamam al-Hammami, una giovane pilota omanita di 29 anni, compiono il briefing sulle procedure da seguire per il decollo.
Nell’ambiente della cabina di pilotaggio l’atmosfera è professionale e tranquilla. I due piloti controllano i sistemi dell’aereo, verificano le condizioni meteo e la quantità di carburante a bordo. Il Boeing 737 Max si prepara al decollo.
Il momento del lancio: un tragitto senza anomalie
Alle 6.50 del mattino, l’aereo viene spostato con il trattore da spinta dalla zona di parcheggio alla pista di decollo. Le procedure predecollata vengono seguite con precisione.
Il Boeing si allinea sulla testa della pista 30 destra alle 7.04 e riceve l’autorizzazione a decollare dalle torri di controllo. Il jet prende velocità, sollevando le ali poco dopo le 7.05 del mattino.
Il volo prosegue regolarmente. A quota 32 mila piedi (9.754 metri), il velivolo si stabilizza e l’equipaggio automatico prende il controllo delle operazioni di navigazione. Tutti i parametri del Boeing sono nella norma.
Prima della catastrofe: un gesto inaspettato
Verso le 9.15, quando la quota è a 34 mila piedi (10.360 metri), al-Hammami dichiara di voler pregare. Il comandante Machchhar non nota nulla di strano in questa richiesta.
Machchhar non può sapere che l’assistente di volo ha appena terminato la distribuzione delle colazioni e si è ritirata dalla cabina, lasciando al-Hammami solo con il comandante. Nel breve periodo successivo a quel momento, una serie di azioni inaspettate e pericolose cambierà l’umore generale del viaggio.
Un attacco imprevisto: le prime reazioni
Alla vista dei movimenti sospetti di al-Hammami alle spalle di Machchhar, questi è colpito brutalmente alla nuca con un’ascia. La prima impressione di Machchhar è che si tratti di un frammento del rivestimento interno dell’aeromobile.
Al-Hammami ha in mente un piano preciso: eliminare il comandante e far schiantare l’aereo, con obiettivo Tel Aviv o forse anche la città stessa. Machchhar riesce a reagire nonostante il dolore lancinante al braccio quasi tranciato.
La lotta per il controllo dell’aeromobile
Il comandante, con un braccio inerte, cerca di mantenere la calma e di aiutare gli altri membri dell’equipaggio a mettere in sicurezza il velivolo. Gli assistenti di volo sono allertati dal comportamento anomalo del primo ufficiale.
Al-Hammami manovra i comandi per destabilizzare l’aereo, cercando di farlo precipitare. Machchhar, con un braccio inerte ma determinato, cerca di contrastare le azioni dell’aggressore e ripristinare il controllo del volo.
L’intervento degli assistenti di volo
Gli assistenti di volo rilevano l’insediamento anomalo di al-Hammami nei comandi. Raggiungono la cabina di pilotaggio per aiutare il comandante a riportare l’aeromobile sotto controllo.
Dopo una breve ma intensa battaglia, l’equipaggio riesce a neutralizzare al-Hammami e stabilire un nuovo equilibrio alla guida del Boeing. Il volo FZ1073 viene deviato verso Dubai per atterrare in sicurezza.
Ricerche e indagini: il dopoguerra
Gli investigatori di Dubai, Israele ed Emirati Arabi Uniti stanno esaminando attentamente le registrazioni del volo e gli eventi successivi. L’intelligence israeliana ha evidenziato una possibile motivazione estremista da parte dell’aggressore.
L’aviazione occidentale sta valutando il sistema di reclutamento dei piloti in Medio Oriente, dopo questo episodio che ha messo a dura prova la sicurezza del volo e l’integrità delle compagnie aeree nel regione.
Conclusioni
Il volo FZ1073 è stato un esempio di coraggio e reattività da parte dell’equipaggio. Grazie alla rapidità con cui Machchhar ha reagito al pericolo, gli altri membri del personale hanno potuto intervenire in modo efficace.
Questo evento dimostra l’importanza della sicurezza aerea non solo durante il decollo e l’atterraggio ma anche durante le fasi di volo. L’aviazione globale sta ora esaminando con attenzione i protocolli di sicurezza per garantire che simili incidenti non si ripetano.