A Roma continua la scia di tragedie sulle strade. Tre incidenti mortali, avvenuti in diversi quartieri della capitale e della provincia, hanno riacceso il dibattito sulla sicurezza stradale e sull’emergenza legata a distrazioni, velocità e carenze infrastrutturali.

Il primo drammatico episodio riguarda Massimiliano Cuomo, 52 anni, morto la notte dell’8 ottobre in un incidente sul Grande Raccordo Anulare. L’uomo era in sella alla sua moto quando, nei pressi dello svincolo per via del Pescaccio, è stato travolto da una Peugeot 3008. L’impatto è stato violentissimo: i soccorsi del 118 lo hanno trasportato d’urgenza al Policlinico Gemelli, ma le sue condizioni erano disperate. Dopo alcuni giorni di agonia, Cuomo è deceduto e il suo corpo è stato portato nel piccolo paese abruzzese di Villalago, dove si sono svolti i funerali.

Solo in questi giorni la sorella Cristina ha reso pubblica la vicenda, lanciando un appello sui social: «Cerco testimoni che quella notte, all’una, si trovavano sul Raccordo». Una richiesta di verità che arriva in un silenzio assordante: l’incidente, infatti, non era stato inserito nell’elenco ufficiale delle vittime della strada a Roma nel 2025. La Polizia Stradale sta ora cercando riscontri e possibili testimoni per ricostruire con precisione la dinamica.

Un’altra vita spezzata si aggiunge alla lunga lista dei motociclisti caduti sulle strade romane. Andrea Zaccheo, 56 anni, ha perso la vita in via del Canale della Lingua, a Casal Palocco. Stava percorrendo la carreggiata in scooter quando, per cause ancora da accertare, ha perso il controllo del mezzo, schiantandosi contro il guard rail e precipitando nel Canale dei Pescatori. I Vigili del Fuoco, intervenuti dopo la segnalazione di alcuni automobilisti, hanno recuperato il corpo dell’uomo, ma per lui non c’era ormai più nulla da fare. Gli agenti del X Gruppo Mare della Polizia Locale stanno indagando per stabilire se si sia trattato di una perdita di controllo accidentale o se altri veicoli possano essere coinvolti. Il motorino è stato sequestrato e la zona transennata per consentire i rilievi.

Nel frattempo, un altro tragico incidente ha scosso la città nel quartiere di Torpignattara. Franco Teofili, 83 anni, è stato investito e ucciso da un camion mentre attraversava la strada con l’aiuto di un deambulatore in via di Torpignattara. L’autista, un uomo di 46 anni, si è immediatamente fermato per prestare soccorso. L’anziano è stato trasportato in codice rosso al Policlinico Umberto I, dove però è morto poche ore dopo.

Il conducente del mezzo pesante è stato sottoposto ad alcoltest e drug test, come previsto dalla procedura. Secondo le prime ricostruzioni, potrebbe non essersi accorto in tempo della presenza dell’uomo, che camminava lentamente sulle strisce pedonali. Gli inquirenti stanno acquisendo le immagini delle telecamere di sicurezza della zona per chiarire la dinamica e verificare se il camionista fosse distratto al momento dell’impatto. Il suo cellulare è stato sequestrato e sarà analizzato per verificare l’eventuale uso durante la guida.

Teofili era molto conosciuto nel quartiere. Viveva con la moglie, una donna cubana più giovane, madre di un bambino piccolo. La sua morte ha sconvolto la comunità locale, che lo ricordava come un uomo gentile e riservato.

Il suo è il ventiseiesimo pedone ucciso a Roma e provincia dall’inizio dell’anno, su un totale di 96 vittime della strada solo nell’area urbana. Sommando anche gli incidenti della cintura metropolitana e del Raccordo, il bilancio sale oltre 150 morti nel 2025. Una vera e propria emergenza che non accenna a diminuire, nonostante gli appelli per una maggiore sicurezza.

Distrazioni al volante, eccesso di velocità e scarsa manutenzione delle strade restano le principali cause di questi incidenti. Ogni settimana si ripetono tragedie che lasciano famiglie distrutte e quartieri in lutto. Le istituzioni promettono controlli più severi, ma il numero crescente di pedoni e motociclisti coinvolti mostra una realtà allarmante: Roma continua a essere una delle città più pericolose d’Italia per chi si muove a piedi o su due ruote.

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