Napoli-Inter, scintille tra Conte e Lautaro: tensione in campo e polemica a distanza con Marotta

Di Mauro Ferris ·3 min di lettura

La sfida tra Napoli e Inter, terminata con la vittoria dei partenopei per 3-1, non ha regalato solo spettacolo e gol, ma anche momenti di grande tensione dentro e fuori dal campo. Antonio Conte, tornato a confrontarsi con la sua ex squadra, ha vissuto la partita con l’intensità che da sempre lo contraddistingue, trovandosi al centro di un doppio scontro: prima con alcuni giocatori nerazzurri, poi con le dichiarazioni del presidente Beppe Marotta sul rigore assegnato al Napoli.

L’episodio più acceso è arrivato al 61° minuto, quando il Napoli conduceva già 2-1. Durante un’azione concitata, Denzel Dumfries è rimasto a terra dopo un contrasto con Olivera. Conte, notoriamente focoso in panchina, ha avuto un breve scambio di parole con l’esterno olandese, invitandolo a rialzarsi. Dumfries ha reagito, avvicinandosi minacciosamente all’allenatore, mentre i compagni cercavano di trattenerlo. A quel punto è intervenuto anche Lautaro Martinez, che non ha risparmiato gesti e parole verso il suo ex tecnico.

Il capitano dell’Inter si è diretto verso la panchina azzurra e, con tono provocatorio, ha mimato il gesto del “parli, parli”, seguito da un altro gesto interpretabile come “hai paura”. Dal labiale, secondo quanto ripreso dalle telecamere, sarebbe uscita anche la parola “cagón”, termine spagnolo dal significato inequivocabile. Conte, visibilmente infastidito, ha risposto in modo colorito e per questo è stato ammonito dal direttore di gara, mentre l’attaccante argentino è stato risparmiato dal cartellino.

Il confronto tra i due non è nuovo. I tifosi dell’Inter ricordano ancora l’accesa lite del maggio 2021 durante una partita contro la Roma, quando un Lautaro sostituito male accettò la decisione e Conte gli urlò contro in modo plateale, invitandolo a “darsi i calci da solo”. Anche allora lo scontro si chiuse con una finta riconciliazione il giorno dopo, con tanto di “match” di boxe scherzoso ad Appiano Gentile. Tuttavia, le scintille di Napoli lasciano intendere che qualche risentimento sia rimasto.

La partita, già tesa, è poi proseguita tra proteste e polemiche arbitrali, culminate nel rigore concesso a Di Lorenzo, trasformato e decisivo per chiudere il match. A fine gara, il presidente dell’Inter Beppe Marotta ha espresso il proprio disappunto davanti ai microfoni di Dazn. Secondo il dirigente, l’episodio che ha portato al rigore “è nato da una valutazione errata dell’assistente, mentre l’arbitro era in posizione ideale e non aveva fischiato”. Marotta ha inoltre criticato l’uso disomogeneo del VAR e ha chiesto maggiore chiarezza sul concetto di “rigorino”, termine spesso usato in modo ambiguo per giustificare decisioni dubbie.

La replica di Antonio Conte non si è fatta attendere. Intervistato poco dopo, il tecnico del Napoli ha risposto con fermezza: “Marotta parla di rigorini? Ecco la differenza tra noi e loro. L’Inter manda i dirigenti davanti alle telecamere, noi mettiamo la faccia in prima persona. Ogni squadra deve assumersi le proprie responsabilità. Creare alibi è pericoloso: io non lo permetterei a nessuno dei miei dirigenti.”

Con queste parole, Conte ha voluto ribadire il proprio stile diretto e la convinzione che i risultati vadano spiegati con il merito e non con le scuse. Il duello verbale con Marotta ha così aggiunto un nuovo capitolo alla lunga e complessa relazione tra il tecnico salentino e l’ambiente interista, segnato da trionfi ma anche da tensioni irrisolte.

Alla fine, il 3-1 del Maradona rimane una vittoria pesante per il Napoli e un campanello d’allarme per l’Inter. Ma a rubare la scena, ancora una volta, è stata la personalità di Conte, capace di accendere il fuoco della competizione anche a distanza di anni dal suo addio alla panchina nerazzurra.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *