Manovra 2026: Approvata la Legge di Bilancio, Cosa Cambia da Gennaio

La Legge di Bilancio per il 2026 ha ricevuto l’approvazione definitiva dalla Camera dei Deputati, segnando il completamento di un iter legislativo caratterizzato da dibattiti e compromessi. Il provvedimento, che entrerà in vigore a partire da gennaio, introduce una serie di misure che interesseranno diversi settori, dalla previdenza al fisco, passando per la sanità e il sostegno alle imprese. Stando al testo, la manovra ammonta a 22 miliardi di euro.

Approvazione e Finanziamenti Europei

Il testo finale è stato approvato con 216 voti a favore, 126 contrari e 3 astenuti, dopo il via libera del Senato e la fiducia della Camera. Parallelamente, la Commissione Europea ha erogato l’ottava rata del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), per un importo di 12,8 miliardi di euro, confermando il sostegno finanziario all’Italia.

Sanità: Più Risorse e Investimenti

Sul fronte sanitario, la manovra prevede un aumento del fondo per il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) di circa 2,4 miliardi di euro nel 2026. Questo incremento, sommato ai 4,2 miliardi già stanziati per il 2025, porta il totale dei fondi destinati alla sanità pubblica a 143,1 miliardi di euro. Le nuove risorse saranno utilizzate per il reclutamento di circa mille medici dirigenti e oltre 6 mila professionisti sanitari, in particolare infermieri. Sono inoltre previsti incrementi per le indennità e le maggiorazioni del personale sanitario e socio-sanitario, con aumenti medi di circa 3 mila euro lordi per i medici e 1.630 euro lordi annui per gli infermieri. Il governo si impegna a rafforzare i controlli sulle Regioni per garantire l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza.

Sostegno alle Imprese e Iperammortamento

Per quanto riguarda le imprese, è stato previsto un finanziamento di circa 3,5 miliardi di euro per il settore manifatturiero nel 2026, con un anticipo di 1,3 miliardi da parte delle assicurazioni. Dal 2026, tornerà l’iperammortamento per gli investimenti in beni strumentali “made in EU” fino al 30 settembre 2028. Sono state ripristinate le risorse per il credito d’imposta Transizione 5.0 e per le aziende che operano nelle Zone Economiche Speciali (ZES) del Sud. Vengono inoltre incrementati gli incentivi per i processi di aggregazione e la tutela occupazionale.

Fisco: Irpef, Rottamazione e Tasse

In ambito fiscale, una delle principali novità è la riduzione dell’aliquota Irpef dal 35% al 33% per i redditi fino a 50 mila euro, con un beneficio stimato fino a 440 euro all’anno per circa 13,6 milioni di contribuenti. Gli incrementi contrattuali saranno tassati al 5% per i redditi fino a 33 mila euro. Viene introdotta una nuova rottamazione delle cartelle esattoriali (la cosiddetta “quinquies”) per le cartelle tra il 2000 e il 2023, con la possibilità di pagare in 54 rate con un tasso di interesse ridotto al 3%. A partire da gennaio 2026, la Tobin tax sulle transazioni finanziarie raddoppierà, passando dallo 0,2% allo 0,4%. Sarà inoltre aumentata l’imposta sui piccoli pacchi provenienti da paesi extra UE.

Previdenza: Modifiche e Tagli

In materia di previdenza, non sarà più possibile cumulare gli importi di forme pensionistiche complementari per l’accesso anticipato alla pensione di vecchiaia. L’età pensionabile aumenterà di un mese nel 2027 e di due mesi nel 2028. Viene meno la proroga di Opzione Donna, mentre gli assegni minimi aumenteranno di circa 20 euro al mese. Sono stati tagliati i fondi per l’anticipo pensionistico di lavoratori precoci e usuranti. Infine, è stata cancellata la stretta sulle lauree brevi che prevedeva tagli al riscatto degli anni di contributi.

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