Il blocco all’ingresso della raffineria Eni di Taranto da parte degli operai dell’ex-Ilva ha causato una carenza di carburanti in Puglia, Basilicata e Calabria. Secondo Conftrasporto, senza risposte concrete dal governo, il Paese potrebbe fermarsi.
"Senza risposte fermiamo il Paese," ha dichiarato Conftrasporto, evidenziando la tensione crescente tra gli autotrasportatori. La carenza di carburanti ha già portato a situazioni critiche in diverse aree di servizio, come quella di Cosenza.
Inoltre, la mancanza di carburante ha provocato problemi anche negli aeroporti pugliesi, dove alcuni passeggeri hanno dovuto partire senza bagagli. Gli scali stanno lavorando per bilanciare i voli e ridurre il rischio di cancellazioni.
La protesta contro il caro carburante si sta estendendo, con manifestazioni previste in diverse città del Sud Italia. "La situazione è molto preoccupante," ha spiegato Pasquale Russo, presidente di Conftrasporto, aggiungendo che l’aumento dei prezzi del carburante ha generato alta tensione nel settore autotrasporti.
I blocchi stradali hanno anche causato problemi di approvvigionamento nei supermercati, con il rischio che alcuni prodotti alimentari comincino a mancare. "Il blocco delle strade di collegamento e la scarsità di carburante colpiscono inevitabilmente le spedizioni," ha sottolineato Raffaella Altamura, presidente di Confesercenti Puglia.
Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha convocato per martedì 27 ottobre un incontro con le associazioni dell’autotrasporto per discutere della situazione.


