A Carnate, piccolo centro della Brianza con meno di ottomila abitanti, la tensione è tornata a farsi sentire nella zona della stazione ferroviaria. Un’area che da tempo suscita preoccupazione tra cittadini e pendolari, ora teatro di episodi di violenza sempre più frequenti. La sindaca Rosella Maggiolini, con una lettera aperta indirizzata ai cittadini e alle istituzioni, ha lanciato un appello deciso: istituire un presidio fisso dell’Esercito nel piazzale della stazione per riportare sicurezza e ordine in un luogo ormai considerato critico.
Il quartiere attorno alla stazione non è nuovo a episodi di degrado. Qualche anno fa, una scritta a vernice spray sui muri del sottopasso pedonale salutava i passanti con un sarcastico “CarnHarlem”, un chiaro riferimento alla fama di zona difficile. Oggi la situazione non sembra migliorata: spaccio, risse e bivacchi continuano a preoccupare residenti e forze dell’ordine. L’ultimo episodio, avvenuto pochi giorni fa, ha rappresentato un vero punto di rottura.
Nel tardo pomeriggio di giovedì, intorno alle 18.30, una rissa di proporzioni inaudite ha trasformato via Roma in un campo di battaglia. Due gruppi rivali, armati di bottiglie, sassi, bastoni e catene, si sono affrontati senza freni, arrivando perfino a svuotarsi addosso gli estintori dei locali vicini per poi lanciarseli contro. La scena, avvenuta nell’ora di punta del rientro dei pendolari, ha seminato il panico tra chi si trovava in stazione. Alcuni testimoni sono riusciti a riprendere brevi frammenti della violenza con il telefono, video ora al vaglio dei carabinieri di Bernareggio, che indagano per identificare i responsabili.
Secondo le prime ricostruzioni, a dar vita agli scontri sarebbero stati gruppi di giovani nordafricani che da tempo frequentano l’area. Le loro presenze sono spesso segnalate tra i bar e i marciapiedi nei pressi della stazione, ma anche nei capannoni abbandonati poco distanti, in particolare in un ex scatolificio ormai ridotto a rifugio di fortuna per sbandati. Una situazione che si trascina da anni e che sembra aggravarsi di mese in mese.
La stazione di Carnate, nonostante le dimensioni ridotte del paese, è un nodo ferroviario importante: vi transitano quotidianamente convogli diretti verso Milano, Lecco e Bergamo, rendendola un punto strategico e molto frequentato. Questo flusso costante di persone rende ancora più urgente la necessità di controlli continui e di un presidio stabile.
La sindaca Maggiolini, eletta nel 2022 con una lista civica, ha riconosciuto la gravità della situazione e la difficoltà di affrontarla con le sole risorse comunali. «Nelle ultime settimane si sono verificati diversi episodi di violenza e degrado nell’area della stazione. Le forze dell’ordine intervengono costantemente, ma il Comune da solo non può garantire un controllo capillare e continuo», ha dichiarato.
Negli ultimi anni l’amministrazione ha potenziato il sistema di videosorveglianza, aumentato la presenza della polizia locale e approvato regolamenti più severi per la vendita e il consumo di alcolici. Anche molti esercenti hanno modificato gli orari di apertura per evitare assembramenti serali. Tuttavia, nonostante gli sforzi, la percezione di insicurezza rimane alta.
Di fronte a un quadro che appare ormai fuori controllo, la sindaca ha rivolto un appello diretto al Prefetto di Monza e Brianza, Enrico Roccatagliata, chiedendo l’istituzione di un presidio fisso delle forze dell’ordine — o dell’Esercito — soprattutto nelle ore serali. «Carnate non può essere lasciata sola», ha scritto nel suo messaggio, evidenziando come la situazione richieda un intervento straordinario.
La comunità locale si trova così sospesa tra timore e speranza: da un lato la paura quotidiana di attraversare una zona percepita come pericolosa, dall’altro l’attesa di risposte concrete da parte delle istituzioni. La richiesta di un presidio permanente appare oggi come l’unica via possibile per restituire sicurezza e serenità a un paese che non vuole più essere ricordato come il “Bronx” della Brianza, ma tornare a essere semplicemente Carnate.