Tragedia nei cieli tra Toscana e Marche: ritrovato l’elicottero disperso, due vittime a bordo

Di Vincenzo Ottoboni ·4 min di lettura

Dopo ore di angoscia e ricerche incessanti, è stato finalmente ritrovato il relitto dell’elicottero Agusta AW109 scomparso ieri pomeriggio tra le montagne al confine tra Toscana e Marche. Il velivolo, appartenente alla società Leonardo, è precipitato in una zona particolarmente impervia del territorio di Badia Tedalda, in provincia di Arezzo. L’allarme era scattato nel primo pomeriggio, quando il contatto radio con l’aeromobile si era improvvisamente interrotto.

Le operazioni di ricerca sono proseguite per oltre nove ore consecutive, con la partecipazione congiunta dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Alpino, dell’Aeronautica Militare e delle forze dell’ordine. Le condizioni meteo, caratterizzate da nebbia e forte vento, hanno reso estremamente difficile il lavoro dei soccorritori. Solo all’alba, grazie all’intervento del nucleo elicotteri dei Vigili del Fuoco di Arezzo, è stato individuato il punto dell’impatto, in un’area boschiva accessibile esclusivamente a piedi.

L’elicottero, completamente distrutto, giaceva tra gli alberi di un versante montano. Secondo le prime informazioni, a bordo si trovavano due persone, identificate come Mario Paglicci e Fulvio Casini, entrambi esperti aviatori e conosciuti nell’ambiente aeronautico toscano. Le prime ipotesi fanno temere che i loro corpi si trovino ancora all’interno della carcassa del velivolo. Le autorità stanno ora lavorando per il recupero delle salme e la messa in sicurezza dell’area, estremamente difficile da raggiungere.

Un volo di routine finito in tragedia

Secondo le prime ricostruzioni, l’elicottero era decollato per un volo tecnico di controllo e non trasportava passeggeri. Si trattava di un modello Agusta AW109, un elicottero leggero bimotore molto usato per trasporti civili e operazioni di emergenza. I contatti con la torre di controllo si sarebbero interrotti all’improvviso, lasciando presagire un’avaria improvvisa o un guasto tecnico che non ha lasciato scampo ai piloti.

Le autorità aeronautiche stanno predisponendo una commissione d’inchiesta per stabilire con precisione le cause dell’incidente. Saranno analizzati i resti dei motori e gli strumenti di bordo per capire se l’impatto sia stato provocato da un problema meccanico, da un errore umano o da un improvviso peggioramento delle condizioni atmosferiche.

Ricerche in condizioni estreme

L’area in cui si è verificato l’incidente, un triangolo di circa 35 chilometri tra le province di Arezzo, Pesaro-Urbino e Rimini, è conosciuta per la sua orografia complessa e per le difficoltà di accesso. Le squadre di terra hanno dovuto procedere a piedi, spesso in tratti coperti da fitta vegetazione e su pendii scoscesi. L’utilizzo dei droni e dei sensori termici ha consentito di circoscrivere la zona d’intervento, fino alla scoperta del relitto da parte dell’equipaggio aereo dei Vigili del Fuoco.

Le immagini arrivate dal luogo della tragedia mostrano una scena devastante: l’elicottero ridotto a un ammasso di lamiere, segno di un impatto violentissimo con il terreno. Nonostante la prontezza dei soccorsi, non è stato possibile intervenire in tempo per salvare gli occupanti.

Dolore e cordoglio

La notizia del ritrovamento ha suscitato profondo dolore nella comunità locale e nel mondo dell’aviazione. Mario Paglicci e Fulvio Casini erano considerati professionisti di grande esperienza, con alle spalle centinaia di ore di volo. I colleghi li ricordano come due uomini prudenti, appassionati del loro lavoro e sempre attenti alla sicurezza.

Le autorità hanno espresso vicinanza alle famiglie delle vittime. Anche il presidente della Regione Toscana ha voluto inviare un messaggio di cordoglio, sottolineando il coraggio dei soccorritori impegnati nelle operazioni in condizioni estreme.

In attesa della verità

Nelle prossime ore inizieranno le indagini ufficiali per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente. Gli esperti dell’Enac e dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo (ANSV) effettueranno i rilievi tecnici sul relitto e analizzeranno le comunicazioni radio.

Intanto, sulle montagne tra Toscana e Marche, resta il silenzio di un luogo che da ieri porta il segno di una tragedia. Una storia di passione, competenza e fatalità che si è trasformata in dolore, ma che merita ora giustizia e chiarezza sulle cause di un dramma che ha scosso un intero Paese.

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