Terrore in Corso Como: studente della Bocconi massacrato per 50 euro. Il caso che scuote Milano
Un sabato notte qualunque si è trasformato in uno scenario da incubo nel cuore di Milano. In una delle zone più frequentate della movida, tra locali alla moda e strade illuminate a giorno, un 22enne è stato brutalmente assalito, pestato e accoltellato. Un'aggressione talmente feroce da ridurlo in fin di vita e lasciargli lesioni permanenti.
Una violenza che ha colpito la città come un pugno allo stomaco, riaccendendo il dibattito sulla sicurezza e sulle bande giovanili che imperversano nelle zone più frequentate.
Il pestaggio per una banconota da 50 euro
Il giovane, studente dell’Università Bocconi, si trovava in Corso Como quando è stato circondato da un gruppo di cinque ragazzi. Una richiesta banale, assurda nella sua crudeltà: consegnare una banconota da 50 euro. Di fronte al rifiuto, i cinque — secondo gli inquirenti — hanno innescato una spirale di violenza devastante.
Il ragazzo è stato colpito ripetutamente, buttato a terra, finito con una coltellata che gli ha devastato l’addome e messo a rischio la vita. I medici hanno parlato di danni irreversibili, segno della brutalità dell’attacco.
L’interrogatorio in carcere del 18enne: “È sconvolto”
Tra gli aggressori identificati, un 18enne, Ahmed Atia, è stato interrogato nel carcere di San Vittore. Davanti al giudice ha risposto a tutte le domande. Il suo legale, Elena Patrucchi, ha raccontato che il giovane si è detto scosso dalle condizioni della vittima e intenzionato a scrivere una lettera di scuse alla famiglia.
«È preoccupatissimo e sconvolto», ha dichiarato l’avvocata, sottolineando la volontà del ragazzo di mostrare “vicinanza” alla vittima. Parole che tuttavia non sembrano bastare a placare l’indignazione generale, soprattutto alla luce della dinamica dell’aggressione e dell’assurdità del movente.
Con lui avrebbero agito altri quattro ragazzi: tre minorenni di 17 anni, per i quali procede la Procura dei Minorenni.
Le accuse: tentato omicidio e rapina aggravata
Le carte della Procura parlano chiaro: tentato omicidio pluriaggravato e rapina pluriaggravata. Una contestazione pesantissima, frutto delle ricostruzioni degli investigatori, delle perquisizioni e — elemento decisivo — delle intercettazioni registrate nella sala d’aspetto del Commissariato Garibaldi-Venezia.
Proprio quelle conversazioni, secondo gli inquirenti, hanno permesso di identificare il ruolo dei ragazzi e confermare l’intenzione violenta dietro l’aggressione.
La gip Chiara Valori ha così disposto le misure cautelari in carcere, ritenendo elevatissimo il rischio di reiterazione del reato e considerata la gravità del fatto.
Milano tra glamour e brutalità: la città divisa in due
Corso Como è uno dei simboli della Milano moderna: grattacieli, locali eleganti, giovani da tutta Italia. Eppure, dietro l’immagine scintillante, la cronaca continua a raccontare un’altra faccia: quella delle aggressioni senza motivo, dei colpi di follia, delle baby-gang che trasformano una serata in tragedia.
L’accoltellamento del 22enne è solo l’ultimo episodio di una lunga serie che getta un’ombra inquietante sulla sicurezza delle zone più frequentate. Una situazione che preoccupa residenti, studenti e commercianti, sempre più spesso testimoni di violenze improvvise.
Indignazione e domande ancora aperte
Il caso ha sollevato reazioni forti, non solo per la ferocia dell’aggressione, ma per l'età dei responsabili. Ancora una volta, la città si ritrova a fare i conti con una generazione che sembra oscillare tra noia, rabbia e violenza incontrollata.
Restano interrogativi pesanti:
Come è possibile che un tentativo di rapina da pochi euro degeneri in un tentato omicidio?
Perché un gruppo di adolescenti diventa capace di una tale brutalità?
E soprattutto: cosa sta facendo la città per prevenire episodi così devastanti?
Il 22enne lotta ancora contro le conseguenze delle ferite. Milano, invece, deve affrontare l’ennesima ferita sociale.


