Una scossa di terremoto di magnitudo 4 ha colpito nella serata di sabato la provincia di Avellino, provocando momenti di forte apprensione tra i cittadini, in particolare nel comune di Montefredane, situato a pochi chilometri dall’epicentro. L’evento sismico, avvertito chiaramente in tutta l’area dell’Irpinia e nelle zone limitrofe, non ha fortunatamente causato feriti né danni strutturali gravi, ma ha lasciato visibili crepe sui muri di alcune abitazioni, alimentando la paura tra i residenti.
La scossa, registrata intorno alle 22:30, ha avuto una profondità di circa dieci chilometri, secondo i dati diffusi dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Il movimento tellurico è stato percepito anche nei comuni vicini, tra cui Atripalda, Prata di Principato Ultra e Avellino città, dove molte persone sono scese in strada temendo ulteriori repliche.
A Montefredane, il sindaco Ciro Aquino ha immediatamente attivato il Centro Operativo Comunale per monitorare la situazione e offrire supporto ai cittadini più preoccupati. Nelle ore successive al sisma, il primo cittadino ha annunciato la predisposizione di alcuni posti letto nel Centro di Comunità della frazione di Arcella, destinati a chi non se la sentiva di trascorrere la notte nella propria abitazione. “È comprensibile la paura di molti residenti – ha dichiarato – ma la situazione è sotto controllo e non si registrano criticità tali da richiedere evacuazioni.”
Le verifiche tecniche condotte dai vigili del fuoco e dai tecnici comunali hanno evidenziato danni di lieve entità: crepe nei muri, intonaci staccati e piccoli cedimenti nelle strutture più datate. Nessun edificio pubblico è risultato inagibile. Le scuole, chiuse in via precauzionale per la giornata di domenica, torneranno operative dopo i controlli di sicurezza programmati.
Il terremoto ha comunque riacceso nella popolazione irpina il ricordo delle grandi scosse che, nel corso della storia, hanno colpito questa parte della Campania, da sempre considerata un’area a rischio sismico. L’Irpinia conserva infatti la memoria indelebile del disastro del 1980, quando un sisma di magnitudo 6.9 provocò migliaia di vittime e devastò interi paesi. Da allora, ogni evento tellurico, anche di moderata intensità, genera inevitabilmente un senso di allarme diffuso.
La Protezione Civile regionale ha invitato la popolazione a mantenere la calma, seguendo le procedure previste in caso di emergenza e ricordando le norme di comportamento da adottare in caso di nuove scosse. In particolare, si raccomanda di evitare l’uso improprio dei telefoni per non sovraccaricare le linee e di non diffondere informazioni non verificate attraverso i social.
Anche nella vicina Avellino, molte persone si sono riversate in strada subito dopo il terremoto, restando per diversi minuti all’aperto in attesa di aggiornamenti. In diversi quartieri si sono verificati brevi black-out elettrici, risolti rapidamente dai tecnici delle società di distribuzione.
Nelle ore successive, l’INGV ha registrato alcune lievi repliche, nessuna delle quali superiore a magnitudo 2.3. Gli esperti hanno spiegato che tali scosse rientrano nella normale attività di assestamento che segue un evento principale di questa entità e non destano particolari preoccupazioni.
L’amministrazione comunale di Montefredane ha ringraziato i volontari, i vigili del fuoco e le forze dell’ordine per l’intervento tempestivo e per la gestione coordinata dell’emergenza. “Il sistema di protezione civile ha risposto con efficienza – ha sottolineato il sindaco Aquino – garantendo assistenza e sicurezza alla popolazione in un momento di grande apprensione.”
Nelle prossime ore proseguiranno le ispezioni tecniche sugli edifici privati e pubblici per verificare eventuali danni strutturali non immediatamente visibili. Intanto, la vita del piccolo comune irpino sta lentamente tornando alla normalità, anche se la paura resterà ancora per qualche giorno impressa nella mente dei cittadini.
L’episodio conferma l’importanza di una costante attività di prevenzione e informazione sul rischio sismico, in particolare nei territori del Sud Italia più esposti. Preparazione, sensibilizzazione e controllo del territorio restano gli strumenti fondamentali per ridurre al minimo le conseguenze di eventi naturali che, pur non potendo essere evitati, possono essere affrontati con maggiore sicurezza e consapevolezza.