Nel caso della scomparsa di Chiara Poggi a Garlasco, le indagini hanno rivelato dettagli sorprendenti riguardo al sangue trovato sui pedali della bicicletta del sospettato Alberto Stasi. Secondo quanto riportato dalle ultime scoperte, il campione che i Ris avevano attribuito «con elevata probabilità a sangue» non è mai stato sottoposto ad un esame specifico per la ricerca di emoglobina.

La Scomparsa di Chiara Poggi e l’Inizio della Prova

Il caso di Chiara Poggi, una giovane studentessa assassinata nel 2007 a Garlasco, è rimasto uno dei più controversi nella storia del diritto penale italiano. Durante le indagini preliminari, i Ris hanno trovato tracce di sangue sui pedali della bicicletta di Stasi, portando al suo fermo il 24 settembre dello stesso anno.

Il Test Fantasma e l’Esito Negativo

Recentemente, i pm di Pavia hanno scoperto un documento interno in cui viene riportato che quel campione era stato sottoposto all’Obti test con esito negativo. Questo risultato non è mai stato menzionato nelle relazioni ufficiali e neppure riferito ai giudici, creando seri dubbi sulla trasparenza dell’indagine.

Il Rapporto del Capitano Marino

Nelle sue relazioni tecniche, il capitano Alberto Marino ha menzionato un test generico come il Combur che aveva dato esito positivo. Tuttavia, non è mai stato sottoposto a un esame specifico per la ricerca di sangue umano.

I Richiami alla Trasparenza

Il 25 settembre 2007, quando Stasi era ancora in carcere, il consulente della difesa Matteo Fabbri chiede una diagnosi di specie, tipo Obti test, sulle tracce rinvenute sui pedali. Il capitano Marino prende atto ma decide di non effettuare quell’analisi procedendo alla ricerca del Dna su una nuova traccia, che risulterà negativa.

Il Consiglio a Non Procedere

Due anni più tardi, durante il processo, Marino consiglia al perito del Tribunale di non procedere con il test immunologico, come l’Obti, perché il campione è esiguo. Questo aspetto aggiunge ulteriori dubbi sulla correttezza delle indagini.

La Distruggere dei Reperti

In un altro sviluppo recente, si è scoperto che Marino ha dato ordine di distruggere i reperti di Garlasco conservati al Ris nel settembre 2016. Questa decisione è stata giustificata come una necessità tecnica, ma gli atti riportano che l’ordine sarebbe arrivato in autonomia da Marino.

Le Dichiarazioni di Sempio

Martedì sera, Andrea Sempio ha parlato di nuovo alla televisione. «Si fa fatica», ammette il 38enne indagato nell’inchiesta della procura di Pavia. «Oggi non sto vivendo: o chiuso in camera, o dall’avvocato. La mia vita è quella». Sempio spera di risolvere tutto in udienza preliminare e teme che possa rimanergli appiccicato il «marchio» del killer.

La Posizione dei Parenti di Chiara Poggi

I genitori della vittima, stanchi dopo 19 anni di processi, dichiarano di non intestardirsi e di prendere atto se ci sarà un nuovo colpevole. Questo atteggiamento mostra la lunga strada che è stata percorso nel tentativo di risolvere questo caso.

Le Nuove Questioni Sollevate

Questi nuovi sviluppi mettono in luce serie questioni sulle procedure investigative e sulla trasparenza del sistema giudiziario italiano. La scoperta dei test «fantasma» sugli esiti negativi di campioni che non sono mai stati riferiti, insieme alle dichiarazioni di Marino su quanto non è stato sottoposto a ulteriori analisi, solleva gravi interrogativi sulla correttezza delle indagini.

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