Secondo le ultime rivelazioni emerse dall’inchiesta in corso a Pavia, i carabinieri del Reparto Investigativo Speciale (Ris) di Parma erano al corrente dell’innocenza di Alberto Stasi già nel 2007. Gli inquirenti hanno scoperto che due test di controllo sul famoso campione di materiale cellulare trovato sui pedali della bicicletta di Umberto Dei, da cui si era dedotto erroneamente la presenza di sangue, avevano dato esito negativo prima del fermo dell’ex fidanzato. Tuttavia, questi risultati non sono mai stati inseriti negli atti processuali.
La rilevazione emersa dagli esami dei dati grezzi
L’indagine ha fatto una svolta decisiva grazie all’analisi di “dati grezzi” e documenti recuperati dal Ris Parma. Questo materiale, che comprende i registri delle macchine usate per effettuare i test, mostra chiaramente due esami supplementari condotti il giorno successivo al risultato positivo del 20 settembre 2007, entrambi negativi ma mai comunicati alle parti coinvolte.
Il caso di Alberto Stasi: una vicenda controversa
Alberto Stasi è stato condannato a 16 anni di reclusione nel 2019 per l’omicidio della sua ex fidanzata, Chiara Poggi. Tuttavia, sin dall’inizio la questione ha suscitato dubbi e discussioni tra i legali e gli inquirenti.
Le prove genetiche controversa
Uno dei sette elementi chiave che hanno portato alla condanna di Stasi è il reperto genetico trovato sui pedali della bicicletta. Questo campione, denominato “bu_p”, ha dato un risultato sorprendente: 2,78 nanogrammi di DNA perfettamente sovrapponibile a quello della vittima.
La nuova inchiesta aperta dalla procura di Pavia
Il procuratore Fabio Napoleone e i suoi colleghi hanno avviato un’indagine approfondita sulla vicenda, interrogando alcuni carabinieri del Ris che si occuparono delle analisi. La scoperta dei dati grezzi ha permesso di ricostruire la sequenza degli eventi con precisione.
I test di controllo negativi nascosti dagli inquirenti
Inoltre, è emerso che il giorno successivo al risultato positivo del 20 settembre 2007, qualcuno all’interno del Ris ha condotto due nuovi esami di verifica sui campioni. Entrambi i test sono stati negativi e non hanno mai fatto parte degli atti processuali.
La chiusura dell’inchiesta su Sempio e la prossima mossa per Stasi
In parallelo alla vicenda di Stasi, il caso del sospettato Andrea Sempio ha conosciuto una svolta significativa. Gli inquirenti hanno trovato nuovi elementi che potrebbero influenzare le decisioni sulla revisione del processo per l’ex fidanzato.
La prossima fase: la sentenza della procuratrice generale
Ora si attende il parere della procuratrice generale Francesca Nanni, che dovrà decidere se procedere con una nuova inchiesta o lasciare invariata la condanna di Alberto Stasi.
La scoperta dei dati grezzi e l’assenza di tracce degli esami negativi suggeriscono chiaramente che ci sia stata un’intenzionale omissione delle prove a favore dell’innocenza del condannato. Questa rivelazione potrebbe essere decisiva per il futuro della vicenda giudiziaria e aprirà nuove prospettive sulla revisione del processo di Stasi.
Il caso continua ad attirare l’attenzione degli esperti e dei media, alimentando la discussione sulle modalità dell’indagine originale e sugli errori potenziali commessi durante i processi che hanno portato alla condanna definitiva.