John Elkann, presidente e amministratore delegato di Exor, trascorrerà i prossimi dieci mesi impegnato in attività sociali e formative nell’ambito della messa alla prova concessa dal tribunale di Torino. Si tratta di un percorso che, se portato a termine con esito positivo, porterà all’estinzione delle accuse mosse nei suoi confronti nell’inchiesta sull’eredità della nonna Marella Caracciolo, vedova dell’avvocato Gianni Agnelli. Le contestazioni riguardano i reati di dichiarazione infedele e truffa ai danni dello Stato.
Il piano, approvato dai pubblici ministeri Marco Gianoglio, Mario Bendoni e Giulia Marchetti, dovrà ora essere esaminato dal giudice per le indagini preliminari nell’udienza fissata per il 27 ottobre. Parallelamente verrà discusso il patteggiamento del commercialista Gianluca Ferrero, anch’egli coinvolto nell’indagine.
Secondo quanto riportato nel progetto, Elkann sarà inserito nell’Ufficio pastorale giovanile “Maria Ausiliatrice” di Torino, struttura salesiana che ha accettato di accoglierlo per l’intera durata del periodo di prova. Le sue mansioni principali saranno quelle di “docente e tutor”, con un impegno di circa trenta ore settimanali da svolgere in collaborazione con vari centri educativi del territorio, tra cui l’Università Salesiana Rebaudengo, le scuole e gli oratori collegati all’opera salesiana.
Il compito affidato al manager è duplice: da un lato, contribuire alla progettazione di programmi educativo-formativi destinati a giovani in difficoltà o a rischio di abbandono scolastico; dall’altro, seguire i ragazzi nei percorsi di orientamento professionale, accompagnandoli nella scoperta delle competenze necessarie per entrare nel mondo del lavoro. L’obiettivo è creare modelli di formazione pre-professionale, capaci di offrire ai giovani strumenti concreti per costruire il proprio futuro.
Elkann metterà a disposizione la propria esperienza nel campo della gestione aziendale e della leadership, maturata in decenni di attività ai vertici di grandi realtà industriali e culturali. Il progetto prevede, inoltre, che si occupi di sviluppare materiali didattici, strumenti comunicativi e raccolte di dati utili alle iniziative promosse dall’Ufficio pastorale. Ogni trimestre sarà redatto un piano di lavoro dettagliato, sotto la supervisione di un referente designato, che ne coordinerà le attività e valuterà l’impegno e la puntualità del partecipante.
L’accordo stabilisce che Elkann debba rispettare gli orari, le direttive e le regole dell’ente ospitante, garantendo un comportamento improntato alla diligenza e alla collaborazione. In sostanza, per dieci mesi il dirigente sarà a tutti gli effetti un volontario al servizio dei giovani torinesi, con l’obiettivo di restituire alla collettività un contributo concreto e misurabile.
L’iniziativa rientra nella procedura di “messa alla prova”, un istituto previsto dal diritto penale italiano che consente di sospendere il procedimento giudiziario a fronte di un percorso di riparazione sociale e personale. Se completato con esito positivo, il programma comporta l’estinzione del reato contestato.
Il caso giudiziario che coinvolge Elkann nasce dall’inchiesta sulla gestione dell’eredità di Marella Caracciolo Agnelli, madre di Margherita Agnelli e nonna dei tre fratelli Elkann. Le indagini della Guardia di Finanza avevano ipotizzato irregolarità nella dichiarazione dei redditi e operazioni ritenute elusive. Nei mesi scorsi, la famiglia ha versato all’erario una somma complessiva di circa 183 milioni di euro, circostanza che ha contribuito all’accoglimento della richiesta di messa alla prova da parte della Procura.
L’Ufficio pastorale giovanile “Maria Ausiliatrice”, diretto dai salesiani, da anni opera nel sostegno ai giovani più vulnerabili, offrendo percorsi educativi, laboratori di formazione e supporto psicologico. La decisione di coinvolgere Elkann nasce dall’idea di valorizzare la sua competenza manageriale in un contesto formativo, permettendo un dialogo diretto tra il mondo dell’impresa e quello dell’educazione sociale.
Per dieci mesi, dunque, il nipote dell’Avvocato Agnelli lavorerà accanto a educatori e ragazzi, contribuendo alla costruzione di progetti di crescita e integrazione. Un’esperienza che, nelle intenzioni del tribunale e dell’ente ospitante, dovrà rappresentare non solo un percorso di responsabilizzazione personale, ma anche un’occasione per trasformare un capitolo giudiziario in un gesto di restituzione civile.