Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha parlato con il Corriere della Sera poco dopo l’attacco iraniano alla base di Erbil in Iraq. Il ministro si è espresso sul coinvolgimento italiano nella guerra tra Iran e Stati Uniti, ribadendo che non siamo parte del conflitto ma dobbiamo preoccuparci per le conseguenze politiche ed economiche.
Risposta rapida al vertice di governo: Subito dopo l’attacco notturno dell’Iran contro la base aerea Usa di Erbil, il ministro della Difesa ha informato immediatamente la premier e i due vicepremier. Ha poi inviato un messaggio ai leader dei partiti politici per mettere in evidenza che si tratta di una questione nazionale.
La base italiana a Erbil: Le forze italiane in Iraq erano state avvisate dell’imminente attacco quattro ore prima e tutti i militari hanno potuto prendere provvedimenti di sicurezza. Non ci sono stati danni né vittime tra le truppe italiane presenti sul territorio.
Il ruolo della difesa italiana: Il ministro ha sottolineato l’importanza del lavoro delle nostre forze di intelligence, che collaborano stretto con gli altri Paesi coinvolti nell’area. Questa prontezza nel reagire dimostra la validità dei meccanismi di difesa italiani.
Unità nazionale contro i pericoli: Crosetto ha ribadito l’importanza dell’unità politica in questioni come questa. Ha detto che esiste il 95% delle tematiche su cui la maggioranza e l’opposizione possono scontrarsi, ma questo no. È una questione che riguarda tutti gli italiani, non solo i militari.
Il multilateralismo in crisi: Il ministro ha affermato che viviamo un’epoca in cui le regole del diritto internazionale vengono ignorate e prevalgono quelle dei più forti. Le grandi potenze come Cina, America e Russia stanno cambiando il quadro geopolitico.
La posizione italiana: La premier ha chiarito che non è la nostra guerra, non l’abbiamo voluta e non ne facciamo parte. Ci stiamo impegnando per tornare al tavolo di negoziato e alla diplomazia.
Energia e petrolio: Crosetto ha sottolineato la necessità di cercare soluzioni pratiche come la riduzione dei costi dell’energia, che sono più elevati in Italia rispetto ad altri Paesi. Ha chiesto all’UE di sospendere le scelte burocratiche per un periodo limitato.
La reazione alle critiche: L’opposizione ha accusato il governo di essere succube degli Usa, ma Crosetto ribadisce che non è così. Non possiamo fare la guerra agli Stati Uniti o all’Iran, né permettere che i prezzi dell’energia salgano.
Valutazioni sulla missione in Libano: Il ministro ha sottolineato le valutazioni costanti per monitorare se le condizioni sono adatte a continuare la missione di pace. L’incolumità dei nostri militari è sempre la priorità assoluta.
Preoccupazione e incertezza: Crosetto si preoccupa molto della reazione dell’Iran, che ha colpito anche i Paesi vicini allargando il conflitto regionale. Questo potrebbe creare una crisi energetica globale poiché attraverso il Golfo Persico passano gran parte delle riserve petrolifere del mondo.
Responsabilità istituzionale: Il ministro ha ribadito che non siamo stati consultati nel caso iraniano, ma ci stiamo adoperando per difendere le trattative sul nucleare. Ha chiesto all’opposizione di lavorare insieme su questo punto.
Conclusioni: Crosetto ha concluso sottolineando l’importanza della lucidità e dell’unità nazionale in un momento delicato come quello che stiamo vivendo. Le alleanze strategiche non possono essere messe a repentaglio, ma dobbiamo agire con prudenza e saggezza.