Un nuovo capitolo si aggiunge all’infinita vicenda giudiziaria del caso Garlasco, con una testimonianza che ha riacceso i riflettori e infiammato il dibattito mediatico. Durante la trasmissione Mattino Cinque, un presunto testimone anonimo ha dichiarato di aver ascoltato una telefonata drammatica tra l’avvocato Massimo Lovati e Andrea Sempio, l’ex amico di Alberto Stasi recentemente indagato per omicidio in concorso nel delitto di Chiara Poggi. Secondo il racconto, l’uomo avrebbe udito Lovati urlare ripetutamente frasi durissime, tra cui “assassino di merda”, per diversi minuti.

Una versione che, se confermata, potrebbe aprire scenari imprevedibili sull’intricata rete di rapporti e sospetti che ancora avvolge l’omicidio avvenuto nel 2007. Tuttavia, la testimonianza è stata immediatamente smentita in diretta dallo stesso legale, che ha reagito con fermezza: “Ma scherziamo davvero? Non ho mai urlato con nessuno, tantomeno con Sempio, che considero innocente ed estraneo ai fatti”.

La testimonianza che riaccende il caso

Il presunto testimone, contattato da un giornalista della trasmissione condotta da Federica Panicucci, ha raccontato con voce esitante quanto avrebbe sentito: “Ho udito solo parole come ‘assassino di merda’ per circa un quarto d’ora. Poi non ho più sentito l’avvocato, non so se abbia abbassato la voce o chiuso la chiamata”. L’uomo ha aggiunto di essere rimasto colpito dal tono acceso di Lovati, “mai sentito così arrabbiato prima”.

Alla domanda su quando sarebbe avvenuta la telefonata, il testimone ha risposto di ricordare che “era prima dell’estate”, proprio in coincidenza con la pubblicazione dei risultati del DNA trovato sotto le unghie della vittima, Chiara Poggi. Un riferimento che ha subito legato la presunta chiamata al momento di massima tensione dell’indagine, quando l’attenzione si concentrava su nuovi sviluppi scientifici che potevano ribaltare gli equilibri dell’inchiesta.

In un’altra parte della registrazione, il testimone avrebbe affermato che Lovati “ha tipo urlato per un quarto d’ora con Sempio”, ripetendo la parola “assassino” più volte. Alla domanda se fosse certo dell’identità dell’interlocutore, l’uomo non ha risposto in modo diretto, ma ha sottolineato come “due giorni dopo” siano usciti i risultati del DNA, suggerendo un legame temporale tra i due eventi.

La replica di Lovati: “Una follia totale”

La risposta dell’avvocato Massimo Lovati non si è fatta attendere. Collegato in diretta con Mattino Cinque, il legale ha respinto ogni accusa definendo il racconto “una pura invenzione”. “Io non telefono mai a Sempio – ha dichiarato –. Non l’ho mai fatto e mai lo farò. Questa storia è un’assurdità. È evidente che qualcuno sta cercando di gettare fango e creare caos mediatico”.

Lovati ha poi ribadito che Andrea Sempio, secondo la sua valutazione, è “una persona completamente estranea ai fatti di Garlasco” e che l’intera vicenda “sta assumendo toni surreali”. Il legale ha anche denunciato la pericolosità di diffondere testimonianze anonime non verificate, soprattutto in un contesto delicato come quello di un’indagine giudiziaria ancora aperta.

Un caso che non smette di dividere

Il delitto di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007, resta una delle pagine più oscure della cronaca nera italiana. Dopo anni di processi, assoluzioni e ribaltamenti giudiziari, la figura di Andrea Sempio è riemersa nel 2024, quando la procura ha riaperto il fascicolo alla luce di nuovi elementi genetici. Da allora, ogni nuovo dettaglio o dichiarazione viene analizzato con estrema attenzione, alimentando un caso che sembra non conoscere fine.

L’episodio andato in onda su Mattino Cinque ha quindi riacceso le tensioni, ponendo nuovi interrogativi sulla credibilità delle fonti e sull’impatto dei media nelle indagini giudiziarie. Mentre la giustizia prosegue il suo corso, resta il dubbio su quanto la verità, dopo quasi vent’anni, sia davvero raggiungibile.

Tra smentite, supposizioni e nuove piste, il caso Garlasco continua a essere un enigma che tiene l’Italia con il fiato sospeso. E la presunta telefonata tra Lovati e Sempio, vera o meno che sia, aggiunge un nuovo strato di mistero a una vicenda che sembra non avere ancora detto la sua ultima parola.

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