Scontri a Milano, la rabbia dei ragazzi corre sui social tra video e musica trap

Di Vincenzo Ottoboni ·2 min di lettura

Gli scontri di Milano si sono trasformati in uno spettacolo da pubblicare online.

In uno dei filmati un ragazzo con il passamontagna nero si cala sul volto un cappuccio da Spiderman e diventa subito l’eroe della piazza. Gli altri lo spingono, lo applaudono e lo incitano, mentre si sente gridare in francese «Giuro su Dio, c’è Spiderman!». Intorno saltano decine di giovani arrivati dalla Comasina e da Quarto Oggiaro, con bandiere italiane e palestinesi. Sullo sfondo si vedono piazza Duomo, il fumo e le fiamme.

Secondo il racconto, i protagonisti hanno tra i tredici e i diciotto anni. Posano davanti alle scintille del Mercure Hotel, si esaltano per i calci a un’auto dei Carabinieri e riprendono da vicino le cariche. Dalla Francia un utente, Yomaghribi, li incoraggia: «Approfittano della giovinezza, hanno ottime ragioni, la vita è corta!». Una ragazza, Mavi, posa come una modella sulle note di Sade e scrive «don’t take me seriously», cioè «non prendetemi sul serio».

In rete circolano inviti a estendere la protesta a Verona, Bologna, Torino, Brescia, Como e Cremona. C’è anche un appello agli italiani per Barcellona: «Gen Z Revolution il 24 a Barcellona, ogni nazione, ogni città, la stessa lotta».

Un giovane, BoyBoy, balla davanti a una vetrina sfasciata di Champion con gli scaffali saccheggiati. Intanto la politica commenta. Mario Capanna parla di «Lumpenproletariat luddista». Patto Nord propone di «revocargli bonus e sussidi». Stefania Craxi sospetta che dietro i ragazzi ci sia la regia della Russia o dell’Iran.

Un’altra ragazza, Sabrin, improvvisa una danza davanti ai blindati della Questura. Sotto il video si leggono commenti come «facciamo tutto quel che vogliamo, perché ce lo meritiamo» e «più ritmo e meno algoritmo».

Su molti cortei, da Torino a Berlino e da Tirana a Milano, sventola il teschio con il cappello di paglia del manga One Piece. Un anno fa lo usavano i ragazzi nepalesi, una settimana fa i giovani francesi. Sui social qualcuno rivendica la violenza: «Se la protesta ti scandalizza di più delle situazioni che hanno portato a quella protesta, forse il problema sei tu». E tra le canzoni che accompagnano i video c’è anche questa: «Dammi una chance, prometto che non faccio più cazzate».

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