Il mercato obbligazionario sta attraversando un periodo di forte volatilità, con i rendimenti che salgono su scala planetaria. Il decennale americano (Treasury) supera il 5,2%, il Bund tedesco raggiunge livelli non visti dal 1987 e anche in Giappone i tassi sono ai massimi degli anni ’90.

Inflazione e domanda di capitale

: Dietro questo movimento ci sono l’aumento dell’inflazione, il costo energetico elevato ed un’aspettativa crescente di tassi alti. La domanda globale di finanziamento sta crescendo a causa delle maggiori esigenze fiscali e dei grandi investimenti nelle infrastrutture tecnologiche.

Secondo Kevin Warsh, ex membro della Federal Reserve degli Stati Uniti, l’aumento dei rendimenti è in parte dovuto all’incremento della domanda di capitale legata agli investimenti nei data center ed alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Reuters ha rilevato che le emissioni globali connesse alla tecnologia dell’AI sono arrivate a circa 450 miliardi di dollari, il doppio rispetto al 7 settembre.

Il ritorno dello spread

: Il diffuso aumento dei rendimenti sul debito italiano ha portato allo spread tra i Btp e il Bund intorno ai 100 punti base, dopo essere stato di circa 84 punti a inizio settembre.

Fattori locali

: La pressione sui titoli italiani non si esaurisce solo per fattori globali. In Italia, la guerra nel Medio Oriente e i problemi energetici hanno contribuito al rialzo dei rendimenti del Btp. A fine settembre, il rendimento del decennale italiano era salito al 4,6% contro il 3,6% del Bund tedesco.

Espansione della spesa pubblica

: Un altro fattore che pesa sulle obbligazioni è la crescita dell’espansione fiscale. In Germania, ad esempio, si prevede un aumento degli investimenti e delle spese per la difesa, portando a una maggiore emissione di titoli governativi nel paese.

La Finanzagentur tedesca ha previsto già all’inizio dell’anno raccolte attraverso titoli federali e strumenti green per un totale di 512 miliardi di euro, cifra che si sta ulteriormente elevando. Questa situazione porta a una crescita dei rendimenti anche nel caso in cui l’economia tedesca non sia particolarmente brillante.

Interventi della BCE

: Il rialzo generale dei rendimenti ha trovato riscontro anche nei tassi di interesse imposti dalla Banca Centrale Europea (BCE). Dopo il primo aumento del 10 settembre, la BCE ha deciso un ulteriore incremento di 25 punti base per contenere l’inflazione.

La previsione della BCE è che l’inflazione nell’area euro sarà media del 3% nel 2026 e del 2,5% nel 2027. L’organizzazione evidenzia che il fenomeno non è specificamente europeo ma globale.

Le banche centrali allontanate

: È notevole anche l’influenza delle banche centrali che stanno riducendo i loro acquisti di titoli governativi. La BCE ed Eurosistema, ad esempio, non reinvestono più i titoli in scadenza dei programmi di acquisto APP e PEPP.

Il costo per l’Italia

: Questa situazione ha impatti significativi sull’Italia, con costi crescenti per il debito pubblico. Nel 2025 la spesa per interessi delle amministrazioni pubbliche è stata di circa 88,3 miliardi di euro, pari al 3,9% del Pil.

Per il 2026 le previsioni salgono a 91,7 miliardi e si prevede che nel 2027 raggiungano 98,5 miliardi. La crescita dei rendimenti sui nuovi titoli emessi aumenta progressivamente il costo del debito per lo Stato italiano.

Rendimento medio

: Per comprendere meglio l’impatto di un aumento dello spread di 10 punti base, è necessario considerare non solo la variazione relativa ma anche il livello dei rendimenti medie. Ad esempio, se i nuovi titoli emessi avessero un rendimento medio più alto di 50 punti base su una quota significativa del debito in emissione, l’aumento degli interessi per l’Italia sarebbe intorno ai 1,75 miliardi all’anno.

È importante notare che non tutto il debito pubblico deve essere rifinanziato immediatamente. La lunga vita media dei titoli esistenti significa che i nuovi rendimenti si trasferiscono gradualmente sul costo effettivamente pagato dallo Stato, in misura proporzionale alle scadenze e ai nuovi emessi.

Conclusioni

: In sintesi, il rialzo globale dei rendimenti sta avendo un impatto significativo sui mercati obbligazionari. Per l’Italia, questo fenomeno comporta costi crescenti per finanziare il debito pubblico e richiede attenzione ai livelli di rendimento che possono influire sulle spese future dello Stato.

Il contesto economico globale continua ad essere incerto e le proiezioni economiche sono soggette a cambiamenti rapidi. Tuttavia, l’attenzione al rialzo dei rendimenti rimane cruciale per comprendere le dinamiche del mercato obbligazionario.

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