Il commissario alla Commissione Federal Communications Commission (FCC) Brendan Carr ha respinto le accuse secondo cui stia utilizzando i poteri dell’agenzia per punire i media che criticano il presidente Donald Trump.

Durante un’intervista a Dasha Burns del POLITICO, Carr ha dichiarato: Carr si difende dalle accuse di abuso di potere "Non ho intenzione di usare la mia posizione per colpire chi mi critica." Questa dichiarazione risponde alle preoccupazioni sollevate sia dai democratici che dai repubblicani riguardo ai provvedimenti aggressivi intrapresi dalla FCC contro reti televisive come NBC e stazioni di proprietà della Disney.

Riflessioni sul ruolo dell’FCC

Carr sostiene che l’obiettivo dell’FCC non è quello di sorvegliare le espressioni politiche, ma di applicare correttamente la legge. In particolare, sottolinea il dovere dei broadcaster di utilizzare i propri canali radiofamiliari per promuovere l’interesse pubblico secondo quanto stabilito dalla legislatura.

"Negli ultimi 20-30 anni," ha aggiunto Carr, "l’FCC si è distaccata da questo quadro regolamentare." Egli crede che questa deviazione non sia stata positiva né per l’esecuzione delle leggi né per il contesto mediatico nel suo complesso. Sorveglianza e integrità dei media Carr ritiene che un elevato numero di americani (fino al 15%) non ha fiducia nella stampa tradizionale.

Egli crede che la sua agenzia possa contribuire a ripristinare tale fiducia attraverso l’implementazione di regole contro "la distorsione della notizia" e la promozione di una maggiore equità nei confronti dei candidati politici. Interventi controversi dell’FCC sotto Trump Tuttavia, le azioni intraprese da Carr hanno sollevato numerose preoccupazioni.

Ad esempio, l’agenzia ha lanciato un’indagine sui licenziamenti delle stazioni televisive della Disney e di ABC, nonché sui programmi come “60 Minutes” e “The View.” Queste misure sono state critiche da entrambi i partiti. Risposta del presidente Trump Il presidente Trump ha inoltre minacciato le reti televisive ABC e NBC di sancizioni per aver rifiutato di trasmettere il suo discorso sulla presunta frode elettorale.

Carr sostiene che la decisione della sua agenzia di esaminare i licenziamenti non è un’azione politica, ma una misura necessaria per assicurarsi che le reti stiano rispettando il loro dovere. Il ruolo del presidente e l’indipendenza dell’FCC Carr ha sottolineato la necessità di mantenere un equilibrio tra i diritti del presidente Trump di esprimersi liberamente e l’indipendenza della FCC. Egli ritiene che il recente caso legale abbia chiarito che l’FCC non è completamente indipendente dal potere esecutivo.

"Il presidente ha ogni diritto di criticare le reti," ha affermato Carr, "ma ciò non significa che la mia agenzia debba agire su suo ordine." Egli ha ribadito che tutte le decisioni della FCC sono basate sui fatti e sulla legge. Risposta delle parti interessate Il dibattito sull’azione dell’FCC non si limita ai politici. Grandi reti televisive come ABC hanno accusato Carr di fare politica, mentre gruppi conservatori come la Media Research Center hanno chiesto l’intervento della FCC contro le stesse reti.

Esposizione delle accuse e risposta dell’FCC

Alcuni ex commissari della FCC sono andati oltre e hanno accusato Carr di essere il capro espiatorio per i dissapori del presidente Trump con la stampa. "Questo procedimento è l’ultimo attacco in una serie continua da parte del presidente e del suo amministratore di minacce legali contro i licenziatori che trasmettono contenuti che il presidente non gradisce," hanno affermato.

Conclusione della discussione

Carr ha ripetutamente sottolineato la necessità per le reti televisive di rispettare l’obbligo di interesse pubblico, un impegno che secondo lui non si applica ai canali via cavo o internet. Ha anche ammesso che alcuni conservatori vedono il suo approccio come troppo liberale nei confronti dei media nazionali. "Stiamo cercando di combinare deregolamentazione e regolamentazione sensata," ha concluso Carr.

Egli non sembra preoccupato per le critiche ricevute, ma è consapevole che la sua posizione lo renderà oggetto di attacchi da parte dei detrattori. "Sei destinato a diventare il cattivo della storia," ha ammesso Carr. "Ma devi essere sicuro delle tue decisioni."

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