Il consigliere di alto livello per commercio e industria della Casa Bianca, Peter Navarro, ha lanciato un allarme su BYD, la casa automobilistica cinese che sta riscrivendo le regole del mercato mondiale. Secondo Navarro, l’Europa è in ritardo nell’affrontare questa sfida, mentre gli Stati Uniti stanno cercando di aprire le porte attraverso il Canada e il Messico.
Dalla copia alla supremazia globale
Nata nel 1995 come produttrice di batterie, BYD è diventata il maggior produttore mondiale di veicoli elettrici con oltre 4,6 milioni di unità vendute nel 1925, tra cui circa 2,26 milioni di auto completamente elettriche. Questo successo è stato possibile grazie alla rapida acquisizione di tecnologie occidentali e all’autoverticalizzazione della catena di approvvigionamento.
Il modello pirata cinese: una strategia vincente?
BYD ha iniziato la sua attività copiando modelli di Toyota e Honda, ma con il tempo si è trasformata in un gigante industriale che produce batterie, motori, componentistica elettronica. Il modello pirata cinese prevede l’accesso ai mercati stranieri attraverso partenariati forzosi che richiedono la transfer di tecnologia, permettendo alle aziende occidentali di insegnare al governo cinese le metodologie produttive e di qualità. Questa pratica ha permesso a BYD di acquisire competenze chiave e di sviluppare una capacità di produzione senza precedenti.
L’Europa si trova di fronte ad un dilemma
Il mercato europeo sta ora registrando una crisi dovuta alla rapida espansione dei veicoli elettrici cinesi. BYD ha superato le aspettative con le sue vendite in Europa, mentre altre aziende come Chery e Leapmotor stanno seguendo la medesima strategia. Le imprese tedesche Volkswagen, Mercedes-Benz e Porsche si trovano sotto pressione: i loro profitti nei mercati cinesi sono calati del 80% negli ultimi anni, con prospettive di tagli di personale e riduzione delle produzioni.
Il fallimento dell’Unione Europea in campo industriale?
L’Europa ha cercato di rispondere con tariffe punitive sulle auto cinesi, ma questa misura non è sufficiente a contrastare l’avanzata di BYD e delle sue concorrenti. La decisione di applicare tasse sui veicoli elettrici prodotti in Cina è stata bloccata da diversi Stati membri che temono ripercussioni economiche o politiche.
La strategia di BYD negli Stati Uniti
Anche se gli Stati Uniti hanno mantenuto per ora il mercato chiuso alle auto cinesi, BYD sta preparando la sua entrata sul territorio americano. Il Canada ha ridotto le barriere doganali per i veicoli elettrici prodotti in Cina, aprendo la strada alla penetrazione del mercato nordamericano. Inoltre, il Messico è diventato un importante hub di produzione e distribuzione per BYD e altre aziende cinesi, con oltre 539.000 veicoli importati nel 2025.
Il futuro dell’industria automobilistica occidentale
La presenza di BYD in Messico e Canada rappresenta una sfida significativa per le industrie americana e europea, che potrebbero essere costrette a reagire rapidamente per proteggere il proprio mercato. Se gli Stati Uniti dovessero rilassare le restrizioni commerciali, BYD e altre aziende cinesi potrebbero invadere il mercato con veicoli venduti ad un prezzo inferiore rispetto alle concorrenti occidentali.
La necessità di una reazione coordinata
Per sconfiggere la minaccia rappresentata da BYD e le aziende cinesi, l’Occidente dovrebbe unirsi in una risposta comune. L’Europa ha dimostrato di non essere ancora pronta ad affrontare questa sfida, ma gli Stati Uniti hanno mostrato che è possibile proteggere il mercato nazionale con misure efficaci.
Unità o declino industriale?
Se l’Europa e gli Stati Uniti non agiranno in maniera coordinata per contrastare la penetrazione dei veicoli cinesi, rischiano di assistere al collasso delle loro industrie automobilistiche. BYD è ormai una minaccia globale che richiede una reazione rapida e decisa.


