Il governo portoghese sta elaborando misure per ridurre di metà la dipendenza del paese dai combustibili fossili entro il 2030. Maria da Graça Carvalho, ministro dell’Ambiente e dell’Energia, ha confermato questa informazione in un’intervista a POLITICO.
Il Portogallo tra i leader europei per le energie rinnovabili
Il paese è già tra i più avanzati d’Europa nel campo delle energie sostenibili. Oggi, il 80% della produzione energetica viene generata da fonti rinnovabili, ma i combustibili fossili rappresentano ancora oltre il 60% dell’uso complessivo di energia.
Un obiettivo ambizioso con urgenza crescente
Graça Carvalho ha precisato che l’obiettivo del governo è ridurre la dipendenza dai combustibili fossili a metà entro un periodo di 8-10 anni. L’accordo russo-iraniano sul nucleare, che ha messo in discussione il rifornimento globale di petrolio e gas, ha accelerato i piani del governo portoghese.
"Stavamo già lavorando su questo obiettivo, ma l’attuale crisi con l’Iran ci ha dato un senso d’emergenza per affrettare le cose", ha spiegato la ministra. Il piano verrà presentato nelle prossime settimane.
Un approccio diverso dall’elettrificazione
L’obiettivo portoghese si distingue da altre strategie europee che puntano all’elettrificazione totale dell’economia. Invece, il paese mira a ridurre l’uso di carburanti fossili attraverso investimenti in biodiesel, idrogeno verde e altri combustibili sostenibili.
"Vogliamo investire molto nei combustibili rinnovabili come biodiesel, idrogeno, biometano e carburanti durabili per l’aviazione", ha aggiunto Graça Carvalho. "Questi tipi di combustibili saranno fondamentali per ridurre ulteriormente le emissioni in settori difficili da decarbonizzare".
Una decisione complessa a livello europeo
Il governo portoghese sta cercando di bilanciare l’urgenza nazionale con la necessità di un approccio uniforme all’interno dell’Unione Europea. Mentre le autorità di Lisbona sono pronte ad avviare una tassa sui profitti eccessivi delle compagnie energetiche, queste misure potrebbero essere più efficaci se applicate a livello comunitario.
"Questi tipi di imposte dovrebbero essere introdotte al livello europeo per garantire la coerenza del mercato interno e un campo di gioco equo tra gli Stati membri", ha ribadito la ministra. La Commissione Europea intende presentare in giugno una proposta simile a livello continentale.
Il contesto europeo della transizione energetica
Pochi paesi dell’UE hanno obiettivi specifici per ridurre l’uso di petrolio e gas, con la maggior parte concentrata su pianificazioni per incrementare le energie rinnovabili e ridurre il carbone. La Francia è stata uno dei pochi a presentare recentemente un piano simile al portoghese, mirando ad abbattere a metà l’uso di combustibili fossili entro il 2035.