La battaglia per il controllo di Warner Bros. Discovery (WBD) entra in una fase senza precedenti, trasformandosi in un vero scontro titanico tra giganti dello streaming e dell’intrattenimento. Paramount ha infatti lanciato un’offerta ostile all-cash da 30 dollari per azione, una mossa che non solo supera in modo netto la proposta già accettata di Netflix, ma che può ridisegnare l’intero ecosistema di Hollywood. Si tratta di un rilancio aggressivo, valutato come più rapido, più solido e meno rischioso per gli azionisti, capace di mettere enorme pressione sui vertici di WBD e sul mercato globale dei media.

L’offerta di Paramount supera di 18 miliardi di dollari quella di Netflix, che aveva messo sul piatto una combinazione di contanti e azioni per un enterprise value complessivo di 82,7 miliardi. Il colosso guidato da David Ellison propone invece una soluzione totalmente liquida, volta ad acquisire tutte le attività di WBD: dagli studi Warner Bros. ai canali CNN, TBS e TNT, fino alle piattaforme digitali. L’obiettivo è chiudere l’operazione entro 12 mesi, anticipando di diversi mesi la tempistica prevista nell’accordo firmato da Netflix.

Paramount sottolinea come la sua strategia garantisca maggior sicurezza, evidenziando i rischi regolatori che potrebbero complicare la maxi-fusione proposta da Netflix. Il business televisivo tradizionale, già sotto pressione, rappresenta un ulteriore elemento di incertezza che l’offerta all-cash punta a neutralizzare. A rafforzare la credibilità dell’operazione è una lista di finanziatori impressionante: Larry Ellison, RedBird Capital, i fondi sovrani di Arabia Saudita, Qatar e Abu Dhabi, Affinity Partners di Jared Kushner, oltre a 54 miliardi di debito garantiti da colossi come Bank of America, Citi e Apollo Global Management.

Questa mossa non arriva improvvisamente. David Ellison aveva già presentato ben sei proposte a WBD in appena tre mesi, variando da 19 a 26,50 dollari per azione. Tutte respinte dal consiglio di amministrazione. La decisione odierna è quindi un cambio di strategia radicale: portare direttamente l’offerta agli azionisti, aggirando la gestione interna e puntando sull’idea di un “valore superiore” impossibile da ignorare.

Ellison sostiene che l'acquisizione non solo rafforzerebbe Paramount ma rappresenterebbe un investimento diretto nel futuro di Hollywood. Maggiore concorrenza, più investimenti nei contenuti, un numero crescente di film destinati alle sale e una filiera creativa più vivace sono gli elementi chiave della sua visione. In un settore colpito da anni di trasformazioni, scioperi e consolidamenti, questa proposta rappresenta una promessa di rilancio.

La tensione è salita alle stelle dopo che Netflix, soltanto pochi giorni fa, aveva annunciato la firma di un accordo vincolante per acquisire Warner Bros. Studios, HBO e HBO Max per 72 miliardi di dollari, operazione resa possibile dallo scorporo di Warner in due nuove entità. Una manovra preparata da tempo, il cui completamento è previsto per la prossima primavera. Paramount ha reagito immediatamente, trasformando ciò che sembrava un passaggio di consegne già avviato in una corsa all’ultimo miliardo senza precedenti.

Tutto questo avviene in un momento in cui il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, osserva da vicino le grandi operazioni societarie che potrebbero avere ripercussioni sull’occupazione, sulla concorrenza e sugli equilibri strategici del Paese. In uno scenario internazionale in cui intrattenimento, tecnologia e geopolitica si intrecciano sempre più spesso, la battaglia per WBD assume una rilevanza che va oltre i confini di Hollywood.

In sintesi, l’offerta ostile di Paramount rappresenta una svolta epocale: una sfida diretta alla leadership di Netflix e un segnale potentissimo per l’intera industria. Con miliardi in gioco, tensioni regolatorie e un impatto immediato su azionisti, consumatori e creativi, ciò che sta accadendo potrebbe determinare il futuro dello streaming mondiale.

La guerra per WBD è appena iniziata. E Hollywood non sarà più la stessa.

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