Il Dubai Airshow 2025, tra le più importanti fiere aerospaziali al mondo, ha aperto i battenti con una presenza che ha attirato l’attenzione di osservatori e analisti internazionali: la Russia ha presentato una nuova versione del suo caccia stealth di quinta generazione Su-57, mostrando per la prima volta alcuni dei compartimenti interni destinati a missili aria-aria e aria-terra.
Una scelta strategica, arrivata in un momento in cui Mosca punta a rafforzare la propria immagine nel settore della difesa dopo anni segnati da difficoltà industriali, sanzioni e calo di esportazioni.
Un Airshow da record: 1.500 aziende e oltre 200 velivoli esposti
L’edizione 2025 del salone negli Emirati Arabi Uniti è la più grande mai realizzata:
1.500 aziende del comparto aerospaziale,
provenienti da 115 Paesi,
con oltre 200 aeromobili in mostra.
In questo scenario, il Su-57 ha conquistato spazio mediatico soprattutto grazie a una scelta inaspettata da parte di Mosca: aprire al pubblico i vani interni del velivolo, solitamente tenuti nascosti per ragioni militari. Una mossa che lascia intuire l’intenzione di rilanciare il modello sul mercato internazionale attraverso la sua versione destinata all’export, il Su-57E.
Su-57E: cosa si sa davvero sulla nuova versione
Il velivolo presentato a Dubai è dotato del motore AL-51F1, una delle componenti che dovrebbero migliorare autonomia e manovrabilità. I media specializzati hanno evidenziato anche la presenza del nuovo missile Kh-58USHKE, studiato per neutralizzare sistemi di difesa aerea avanzati.
Restano però molti punti oscuri:
non sono stati diffusi i costi,
non sono disponibili specifiche tecniche ufficiali,
e l’opzione export non è ancora attiva.
Una scelta che potrebbe riflettere una strategia di lungo periodo: creare interesse prima di lanciare l’offerta commerciale vera e propria.
La sfida implicita all’F-35 americano
A Dubai è stato esposto anche l’F-35 della Lockheed Martin, già operativo e venduto a numerosi Paesi. Il suo prezzo — circa 100 milioni di dollari — rappresenta una soglia chiara per chi vuole acquistare un caccia stealth di quinta generazione.
Il confronto tra i due modelli è stato inevitabile:
l’F-35 è già pienamente inserito nei programmi NATO;
il Su-57, invece, cerca ora di guadagnare credibilità internazionale.
Analisti militari hanno ricordato che entrambi i velivoli erano già apparsi all’Aero India 2025, segnale di una competizione crescente nei mercati del Medio Oriente e dell’Asia.
Crollo delle esportazioni russe: il motivo del nuovo slancio
Nonostante la presentazione del Su-57, la Russia arriva al Dubai Airshow con un bilancio complesso. Secondo dati del SIPRI, tra il 2022 e il 2024 le esportazioni di armi russe sono diminuite del 47%, e il numero di Paesi acquirenti è sceso da 47 a 33.
Le cause individuate dagli esperti includono:
priorità alla produzione interna per la guerra in Ucraina,
sanzioni occidentali,
pressioni diplomatiche statunitensi sui Paesi terzi,
difficoltà logistiche e industriali.
Eppure, nonostante il calo, la Russia rimane tra i primi tre esportatori di armi al mondo, con un fatturato stimato di 13,75 miliardi di dollari nel 2024.
Chi continua a comprare armi russe
Il mercato di Mosca si è ristretto ma mantiene clienti importanti:
India (38%),
Cina (17%),
Kazakistan (11%).
Sono attese nuove consegne anche verso Iran e Arabia Saudita, mentre l’Asia rimane l’area più strategica, assorbendo il 74% delle esportazioni.
Un segnale politico e commerciale
La presenza del Su-57 al Dubai Airshow non è solo un evento industriale: rappresenta un tentativo di Mosca di rientrare da protagonista nel mercato globale della difesa, mostrando che, nonostante le difficoltà, vuole competere con le tecnologie occidentali.
Il confronto con l’F-35, sempre più diffuso nel mondo, resta inevitabile, e il Medio Oriente potrebbe trasformarsi nel nuovo terreno di sfida tra Washington e Mosca.
Le prossime mosse sui mercati internazionali diranno se la strategia russa avrà successo o se il Su-57 resterà soprattutto un simbolo geopolitico più che un prodotto di reale diffusione globale.