Un violento terremoto ha scosso la Campania nella serata del 25 ottobre, provocando momenti di forte apprensione tra la popolazione. Alle 21:49, una scossa di magnitudo 4 ha colpito la provincia di Avellino, con epicentro individuato nel territorio di Montefredane, a una profondità di circa 14 chilometri. Il sisma è stato distintamente avvertito non solo in tutto l’Avellinese, ma anche nelle province di Napoli, Benevento, Salerno e fino alla zona di Foggia, in Puglia.
Il movimento tellurico è il più intenso di uno sciame sismico che interessa l’area da oltre ventiquattr’ore. Già nella giornata precedente si erano registrate diverse scosse di rilievo, alcune delle quali hanno superato magnitudo 3. L’attività sismica ha avuto inizio nel pomeriggio di venerdì 24 ottobre, quando un primo evento di magnitudo 3.6, con epicentro a Grottole, aveva fatto tremare l’Alta Irpinia, preludio di una sequenza che si è intensificata nel corso delle ore.
La scossa principale di sabato sera ha generato panico tra i residenti: molte persone si sono riversate in strada, temendo nuovi crolli o repliche. A Montefredane, epicentro del sisma, la popolazione ha abbandonato le abitazioni nel timore di ulteriori scosse, rimanendo per lungo tempo all’aperto nonostante le basse temperature serali.
Pochi minuti dopo il primo evento, il territorio è stato nuovamente interessato da scosse di assestamento: alle 21:59 un movimento di magnitudo 2 è stato registrato a Prata di Principato Ultra, mentre alle 22:08 una nuova scossa, di magnitudo 2.4, ha colpito ancora una volta Montefredane. Si tratta di fenomeni tipici dopo un terremoto di media intensità, che indicano un assestamento della crosta terrestre ma mantengono alta la tensione tra gli abitanti.
Il sindaco di Montefredane, Ciro Aquino, ha confermato che non risultano al momento danni gravi a edifici o infrastrutture, ma ha disposto la chiusura delle scuole per lunedì, in via precauzionale. Tecnici e squadre di protezione civile sono stati convocati per eseguire sopralluoghi nelle aree più popolate del comune e verificare la stabilità delle strutture pubbliche e private.
«La scossa è stata molto forte, abbiamo sentito un boato e subito dopo la terra ha cominciato a tremare», hanno raccontato diversi cittadini, ancora scossi dall’evento. In alcune abitazioni si sono registrate crepe e caduta di intonaco, ma fortunatamente non si segnalano feriti. Le forze dell’ordine hanno immediatamente attivato i piani di emergenza e stanno monitorando la situazione in costante contatto con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), che ha confermato la magnitudo e la profondità del sisma.
Nel corso della giornata di sabato, l’area interessata aveva già registrato otto eventi sismici di diversa intensità, con il più rilevante alle 10:18 di magnitudo 3.1. Lo sciame, che prosegue da oltre 24 ore, indica una fase di particolare attività nella zona, storicamente soggetta a movimenti tellurici significativi. L’Irpinia, infatti, è tristemente ricordata per il devastante terremoto del 1980, e ogni scossa riaccende timori ancora profondamente radicati nella memoria collettiva.
Le autorità raccomandano di mantenere la calma e seguire le indicazioni dei canali ufficiali in caso di ulteriori scosse. Le squadre di protezione civile restano operative per monitorare l’evoluzione della situazione e garantire assistenza alla popolazione.
Mentre la terra continua a tremare lievemente nell’Avellinese, cresce la speranza che lo sciame si esaurisca nelle prossime ore, restituendo serenità a una comunità che conosce fin troppo bene la forza e l’imprevedibilità dei terremoti.