Roma è tornata a fare i conti con l’incoscienza e la follia delle corse clandestine. Nella serata di venerdì, intorno alle 23, un violento incidente ha sconvolto via Cristoforo Colombo, all’altezza di piazza dei Navigatori. Due auto, una Bmw e una Fiat 500, si sono scontrate con una forza tale da trasformare la carreggiata in un campo di rottami e lamiere. Il bilancio è tragico: una giovane donna ha perso la vita, mentre altre tre persone — tutte molto giovani — sono ricoverate in ospedale in condizioni gravissime.
Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri e della polizia locale di Roma Capitale, la tragedia sarebbe stata provocata da una gara di velocità improvvisata. Almeno due, forse tre vetture, sfrecciavano lungo la Colombo in direzione del centro a velocità elevatissima, ben oltre i limiti consentiti, quando una di esse — una Bmw bianca — avrebbe perso il controllo, travolgendo la Fiat 500 che procedeva regolarmente nella corsia laterale. L’impatto è stato devastante: la Bmw si è schiantata contro lo spartitraffico centrale in cemento, mentre la piccola utilitaria è finita fuori strada, accartocciandosi contro un albero.
Le immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza della zona e le testimonianze dei presenti restituiscono la dinamica di una tragedia annunciata. In pochi secondi, le auto coinvolte nella corsa si sono trasformate in proiettili impazziti, in una delle arterie più trafficate della capitale. Alcune delle vetture che partecipavano alla gara si sarebbero dileguate subito dopo lo scontro, senza prestare soccorso. Ora sono ricercate dagli investigatori, che stanno esaminando i filmati e i dati delle celle telefoniche per identificare i responsabili.
Sul posto sono intervenuti i sanitari dell’Ares 118 e i vigili del fuoco, che hanno estratto i feriti dalle lamiere contorte. Le operazioni di soccorso sono andate avanti per oltre un’ora, mentre la circolazione in direzione del centro è stata bloccata. Gli operatori sanitari hanno tentato a lungo di rianimare la vittima, ma ogni sforzo si è rivelato vano. Le due ragazze che viaggiavano sulla Fiat 500 sono state soccorse in codice rosso e trasportate d’urgenza negli ospedali San Camillo e Sant’Eugenio. Anche gli occupanti della Bmw, rimasti intrappolati nell’abitacolo, sono stati ricoverati con gravi traumi.
La scena dell’incidente ha richiamato decine di curiosi, che si sono radunati nei pressi del luogo dello schianto, mentre le forze dell’ordine delimitavano l’area per i rilievi. Gli agenti della polizia locale stanno lavorando insieme ai carabinieri per accertare la velocità dei veicoli coinvolti e stabilire con precisione la dinamica dell’accaduto. Non si esclude che le auto possano essere state modificate per aumentare le prestazioni, come spesso accade nelle competizioni clandestine organizzate attraverso i social network.
Le corse illegali sono una piaga che da anni affligge la capitale, specialmente nei fine settimana, quando strade come la Cristoforo Colombo, la Tiburtina o la Salaria diventano teatri di sfide notturne. Giovani al volante di auto potenti si sfidano per adrenalina, per esibizione o per guadagni derivanti da scommesse. Un fenomeno che nonostante i controlli, le telecamere e le campagne di sensibilizzazione, continua a mietere vittime innocenti.
L’amministrazione comunale e le forze dell’ordine hanno annunciato un potenziamento dei controlli lungo le principali arterie urbane, con pattuglie dedicate e l’uso di droni di sorveglianza. Intanto, cresce la rabbia dei residenti del quartiere, da tempo esasperati dal rombo dei motori e dalle sfide notturne. «Ogni fine settimana è un inferno», raccontano alcuni testimoni, «si sentono auto sfrecciare a tutta velocità e poi frenate improvvise. Era solo questione di tempo prima che succedesse qualcosa di grave».
Il fascino della velocità, unito all’imprudenza e alla ricerca di notorietà sui social, continua a generare tragedie evitabili. La morte sulla Cristoforo Colombo è solo l’ennesimo monito di quanto sottile sia il confine tra il gioco e la catastrofe, tra la voglia di sentirsi invincibili e la realtà cruda dell’asfalto.